di Graziella Nicolosi

“Inappropriato, inutile e inefficace”: Legambiente Catania stronca senza appello il progetto di barriera soffolta, avviato dal comune di Acireale nei fondali di Grotta delle Colombe, all’interno della Timpa.

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Dopo la presentazione di un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e di un esposto alla Procura della Repubblica, l’associazione ambientalista torna alla carica sulla questione inviando un ulteriore esposto alla Corte dei Conti.

Il provvedimento è motivato dal presunto spreco di denaro pubblico legato alla costruzione della barriera soffolta, che “appare tanto più inaccettabile se si considerano i gravissimi danni ambientali che l’opera cagionerebbe qualora fosse realizzata”.

Renato De Pietro, presidente del sodalizio ambientale, spiega che la barriera in costruzione provocherebbe un autentico scempio ai basalti colonnari sommersi della zona di Santa Maria La Scala, di estrema rarità in tutto il Mediterraneo. A testimoniarlo ci sono le foto subacquee scattate da Legambiente, che mostrano la particolarità di queste formazioni laviche rispetto a quelle della vicina Aci Trezza. La costa basaltica della Timpa presenta strutture geometriche simili all’esagono, immerse in fondali ricchi di vita animale e vegetale.

Il responsabile di Legambente è perentorio: “se la barriera soffolta fosse realizzata, seppellendo questi tesori naturali sommersi, i funzionari che l’hanno voluta e continuano a volerla, sarebbero ricordati per sempre come responsabili di un deplorevole scempio”.

Dal comune di Acireale non si è fatta attendere la risposta del sindaco Roberto Barbagallo, che ha descritto la genesi di un progetto partito anni fa e finanziato dai Fondi comunitari del Por 2000/2006. “La prima parte – spiega una nota del Comune – venne realizzata e ultimata nel 2009; lo stralcio funzionale dell’intervento, che prevede la realizzazione della barriera soffolta, fu rifinanziato nel 2012 ponendo il progetto a cavallo del Po- Fesr 2007/2013”.

Non solo: dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente sono già arrivate nei mesi scorsi due note formali con cui si sollecita il completamento dell’opera, “necessaria al raggiungimento dei livelli di sicurezza prefissati dalla linea d’intervento”, e si chiede in caso contrario la restituzione delle somme già stanziate.

La delibera di completamento del progetto, approvata dalla Giunta comunale di Acireale l’8 settembre scorso, godrebbe inoltre, secondo l’amministrazione comunale, dei pareri favorevoli espressi da parte degli organi competenti. Il sindaco Barbagallo comunque vuole vederci chiaro, e ha annunciato che nei prossimi giorni si recherà personalmente a Palermo per incontrare il dirigente e i funzionari dell’assessorato Territorio e Ambiente.

 

 

 

 

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