DSC_0334CATANIA- Immaginate un luogo dove la natura e la storia si incontrano e fondendosi creano dei sentieri in cui è possibile ripercorrere secoli del nostro passato, dall’età del bronzo e del rame, al secolo scorso. Un libro di storia degli ultimi 4mila anni, un posto in cui si possono distinguere sepolture risalenti alla preistoria salvaguardate da eruzioni antichissime che hanno mantenuto inalterati questi resti, monumenti funerei di epoca romana accanto a bunker della seconda guerra mondiale e a un monastero del 1500. In questo luogo anche la natura ha lasciato la sua forte impronta, qui si trovano diverse specie di piante e animali rarissimi come la cannuccia di palude o il granchio di acqua dolce, esemplare unico in via d’estinzione.

Vi chiederete dov’è questo posto e come l’abbiamo scoperto.

Una domenica pomeriggio girando senza meta in macchina ci siamo trovati in via Leucatia, fermi al semaforo con la via Pietro Novelli, abbiamo alzato lo sguardo e lì davanti a noi si ergeva la Villa, impossibile non vederla perché la sua posizione domina su tutto, così decidemmo di raggiungerla. L’impresa sembrava impossibile, tutte le strade percorse non portavano alla Villa. Percorrendo la via Tito Manlio Manzella si giunge a un vicolo senza sbocco, scesi dall’auto ci colpirono i resti di un acquedotto, un fragoroso rumore d’acqua e una folta vegetazione. Alzato lo sguardo difronte a noi c’era un cartello che spiegava la storia della famosa “Timpa Leucatia” e della “Villa Papale” che sorge su di essa. La nota esplicativa era stata curata e scritta dal Professor Sperlinga e posta lì dal Lions Club di Sant’Agata Li Battiati.

Incuriositi abbiamo contattato il professore.GRANCHIO LEUCATIA 1 MARZO 2012 (4)

Bio Speleologo, appassionato di astronomia e di scienze naturali, il Professor Sperlinga ci ha raccontato e descritto la zona denominata “Timpa Leucatia” di cui da anni si prende cura lottando con passione e dedizione, il solo angelo tutelare dell’area.

Come si può suddividere un territorio così vasto come la Timpa Leucatia, qual è la sua storia?

«Il territorio è suddivisibile in tre zone.

Da quella più a ovest, è possibile vedere la costruzione realizzata nella seconda parte del 1500, quando i monaci Benedettini s’insediarono sulla timpa, oggi è conosciuta come villa Papale. Si erge sopra uno strato argilloso creando un meraviglioso ed esclusivo ambiente umido, unico esistente in città. In esso, i monaci sono riusciti a creare delle condotte sopraelevate che portavano l’acqua sino al centro di Catania, passando per il Parco Gioeni, dov’è ancora visibile uno dei 10 mulini ormai modificato dall’originale per le rivisitazioni strutturali del ‘900. Il percorso che i monaci avevano creato partiva dalla Timpa e arrivava in piazza Dante o più precisamente in via Plebiscito, dove c’era l’antica rimessa dell’AMT, l’acquedotto passava per il Tondo Gioeni, percorreva la via Caronda alta, nella quale ancora oggi è possibile vedere dei resti tra la vegetazione, e poi si immetteva in Piazza Cavour costeggiando l’Orto Botanico scendeva per via Tommaselli, che all’epoca veniva chiamata via degli Archi e in fine arrivava in via Botte dell’Acqua. In tutto il percorso sotterraneo vi sono grotte antichissime una fra tante la Grotta Petralia vicino al Tondo Gioeni che è un vero libro di storia della nostra città e non solo, in essa vi sono anche dei resti di tombe dell’età del rame. I monaci accordandosi con il senato cittadino catanese diedero l’utilizzo dell’acqua ai cittadini residenti nelle zone dove passava l’acquedotto, in cambio i frati chiesero al senato di occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura.

La seconda zona è la parte centrale ed è chiamata Pianolo.

La terza zona, quella più a est, segna la fine della timpa, dove si erge Monte San Paolillo, qui è presente una paleofalesi dovuta all’azione che compì il mare molti secoli fa, poi con il sollevamento tettonico le acque si sono ritratte. In esso sono presenti resti di un monumento funereo di epoca romana, gli archeologi non possono sbagliare, perché presenta la struttura tipica di questi edifici, la parte superiore era una cupola distrutta poi nei primi del ‘900 per sostituirla con una terrazza. Si trova in oltre l’accesso a una delle tantissime grotte formatesi nei secoli dall’adagiarsi della lava sul sub-strato argilloso, usate come bunker durante la II guerra mondiale, ma racchiudono anche reperti che vanno dal periodo bizantino fino all’epoca preistorica».

Oggi questi terreni che compongono la timpa a chi appartengono?

«Via Lavatoio appartiene al comune di Battiati, mentre la zona limitrofa a via Tito Manlio Manzella è del Comune di Catania, sono le uniche due aree non privatizzate dell’intera timpa.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAVilla Papale, nata come casa di villeggiatura e convalescenziario per i monaci malati o anziani, è stata acquistata negli anni ’60 dall’ex sindaco di Catania, Salvatore Papale. In precedenza durante il ventennio fascista erano state apportate delle modifiche nella parte esterna, ciò è ancora visibile grazie all’aquila con le ali spiegate collocata nel frontone centrale della Villa. Oggi la dimora è di proprietà di un  affermato medico insieme al terreno circostante, e presenta al suo interno un barocco siciliano d’impareggiabile bellezza.

La parte sud-est di Monte San Paolillo, dove sono presenti i resti del monumento funerario di epoca romana, appartiene a una nobile famiglia etnea. La zona è stata da loro recintata dopo aver avuto una sospensione dei lavori di ristrutturazione dei siti presenti sul proprio terreno, per via del mancato rispetto dei vincoli edilizi presenti in massa sulla sito, questo secondo LegAmbiente che ha giudicato “i volumi indicati come stato di fatto marcatamente maggiori di quelli preesistenti” la denuncia è stata poi sottoposta alla Magistratura che si è attivata per le procedure di verifica ancora in atto.

La parte di mezzo detta Pianoro è di proprietà si un celebre editore catanese, utilizzata per anni come agrumeto».

Allora non c’è nessuna speranza per la tutela e la riscoperta della zona?

«Nel 2004 sono riuscito a far mettere d’accordo l’Università di Catania, il Comune di Catania e il Comune di Battiati, che stipularono un accordo di programma di validità biennale rinnovabile automaticamente. Il patto è tutt’ora attivo e prevede lo studio di tutta la timpa finalizzato all’istituzione di un parco sub urbano, una riserva naturale e una zona a statuto speciale, per rendere questo spazio fruibile. Sono passati dieci anni ma ancora nulla è cambiato. Io da gennaio tornerò un “uomo libero” dopo 43 anni donati al mondo universitario e da quella data mi muoverò ancora più speditamente per far conoscere la meravigliosa zona della Timpa Leucatia a più persone possibili, anche con l’ausilio di molte associazioni come la LIPU, il WWF e LegAmbiente e poi confido nei componenti dell’accordo di programma.

Tutti vedono ma non sanno, coloro che vengono a conoscenza della timpa rimangono meravigliati ma poi nessuno agisce, nessuno se ne occupa neanche per illuminarla o ripulirla, bisogna che la regione istituisca un parco per poi creare una zona che con percorsi possa essere fruibile e vissuta dai cittadini».

Agnese Maugeri e Davide Di Bernardo

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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