di Alessandro Famà

I militari della Compagnia dei Carabinieri di Patti e della Tenenza della Guardia di Finanza di Capo d’Orlando, coordinati dalla Procura della Repubblica di Patti, nel corso della mattinata hanno dato esecuzione a 5 misure cautelari personali. I soggetti destinatari della misura degli arresti domiciliari sono Antonia Strangio (40 anni), rappresentante unico e amministratore del Centro di Assistenza Agricola Unsic di Tortorici e Sebastiano Armeli (47 anni), veterinario, consigliere comunale presso il comune di Tortorici e gestore di fatto del suddetto Caa Unsic. Mentre sono stati sottoposti all’obbligo di dimora Maria Natalina Strangio (47 anni), avvocato del foro di Locri, titolare di diverse aziende e moglie di Sebastiano Armeli e Giuseppe Armeli (31 anni), studente, fratello di Sebastiano Armeli, collaboratore del Caa Unsic gestito dai genitori e titolare di diverse aziende agricole. Infine è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria per Mariella Marino Gammazza (23 anni), ex collaboratrice presso il Caa Unsic.armeli sebastiano
I reati contestati sono l’associazione a delinquere finalizzata a commettere un numero indeterminato di reati di falsi e di truffe ai danni dell’Agea (agenzia per le erogazioni in agricoltura per l’Italia) percependo indebitamente circa 800 mila euro tra il 2008 e il 2012. I primi quattro, unitamente ad altri 30 soggetti, sono inoltre indagati per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. Tutto ruotava intorno ai meccanismi di richiesta di contributi europei destinati a sostenere la produzione agricola dei paesi dell’unione, attraverso l’erogazione ai produttori di contributi economici tramite gli organismi pagatori degli stati membri. Al fine di supportare gli imprenditori agricoli nella predisposizione delle domande per l’ammissione ai benefici comunitari e nazionali sono stati creati i Centri di Assistenza Agricola, soggetti di natura privatistica, ai quali Agea delega l’istruttoria e la gestione delle domande presentate per l’accesso alle varie misure di sostegno. Requisiti fondamentali per l’accesso ai finanziamenti sono l’essere in possesso della qualifica di “imprenditore agricolo” ed essere titolari di diritti sui terreni per i quali si richiede il contributo. A tal fine, nel caso di titolarità di diritti su terreni di terzi, i Caa devono acquisire dall’imprenditore che richiede il contributo la documentazione idonea a dimostrare l’effettiva volontà del proprietario del terreno.
Le indagini hanno consentito di accertare come, intorno al Caa Unsic di Tortorici, fosse stata data vita a un’associazione che per istruire le richieste di contributi in assenza dei requisiti, sfruttando aziende intestate agli stessi associati e agli altri indagati, falsificava i titoli di possesso relativi a numerosissimi terreni, nell’assoluta inconsapevolezza dei legittimi proprietari.strangio antonia
I primi accertamenti sono scaturiti a seguito della segnalazione del comune di Tortorici proprietario di 800 ettari di terreno, destinati a pascolo, bosco o colture produttive, risultati abusivamente inseriti da alcune imprese private nei fascicoli necessari per l’attivazione dei finanziamenti. Tramite il Caa di Tortorici, titolare della tenuta dei fascicoli, sono stati estesi gli approfondimenti a tutte le aziende i cui interessi erano curati dallo stesso così da individuare numerose imprese agricole che avevano ottenuto, tramite falsi contratti d’affitto o titoli di comodato d’uso, i contributi dall’Agea. Singolari erano le modalità di riscossione dei contributi. Secondo la normativa questi dovrebbero confluire direttamente nel conto corrente intestato all’azienda beneficiaria invece, nell’istruzione della domanda, veniva inserito il conto corrente intestato al patronato sul quale confluivano così tutti gli importi dei finanziamenti che venivano poi consegnati solo in parte agli effettivi destinatari. Grazie a questo meccanismo sono stati sottratti a coloro che figuravano quali beneficiari circa 300 mila euro mentre quasi 500 mila euro sono stati ottenuti attraverso la falsificazione dei titoli di possesso dei terreni. Per garantire l’erario è stato disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente di beni mobili, immobili e conti correnti per quasi 800 mila euro, nella disponibilità degli indagati facenti parte dell’associazione a delinquere. Il ruolo cardine nell’organizzazione della frode è stato rivestito da Sebastiano Armeli con la collaborazione della cognata Antonia Strangio. Mariella Marino Gammazza e Giuseppe Armeli, invece, collaboravano fattivamente all’istruzione delle pratiche per ottenere i contributi. Infine Maria Natalina Strangio è risultata compartecipe dei profitti illecitamente conseguiti.
Alessandro Famà

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