Riceviamo e pubblichiamo.

ROMA – Il combinato disposto dell’eliminazione del termine “reiterate” violenze e la mancata previsione di un dolo intenzionale nella fattispecie in discussione in aula al Senato sul reato di tortura, produrrà effetti nefasti sull’azione delle Forze di Polizia e dei militari impiegati nell’operazione Strade sicure, poiché esporrà tutti gli operatori a denunce strumentali da parte dei professionisti del disordine e dei criminali incalliti. Infatti la fattispecie è un pasticcio poiché insufficientemente tipizzata negli elementi oggettivi e non contempla quel dolo specifico previsto dalla stessa convenzione anti-tortura che sarebbe garanzia di un rigoroso accertamento sull’elemento psicologico allorquando prevede che le acute sofferenze siano inflitte, sia al fine di ottenere da una persona informazioni o confessioni, sia allo scopo di punirla anche per motivi basati su qualsiasi forma di discriminazione.

Si rischia così di legare le mani a chi è impiegato quotidianamente nella tutela dell’ordine pubblico, nelle carceri e nel contrasto al crimine organizzato e diffuso per assecondare demagogie ideologiche che guardano con sospetto l’operato delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate dimenticando che esse sono a presidio della democrazia e del principio di legalità del nostro Paese.

 

POLIZIA DI STATO

SIULP

(Romano)

SIAP-ANFP

(Tiani)

SILP CGIL

(Tissone)

UGL-Polizia di Stato

(Mazzetti)

UIL Polizia

(Cosi)

CONSAP-ADP-ANIP- ITALIA SICURA

(Innocenzi)

POLIZIA PENITENZIARIA

SAPPE

(Capece)

 

OSAPP

(Beneduci)

UILPA- Polizia Penitenziaria

(Urso)

SINAPPE

(Santini)

FNS-CISL

(Mannone)

USPP Polizia Penitenziaria

(Moretti)

CNPP

(Di Carlo)

 

 

CORPO FORESTALE DELLO STATO

UGL-Forestale

(Scipio)

SNF

(Laganà)

CISL FNS

(Mannone)

UIL PA

(Romano)

SAPAF

(Moroni)

 

 

COCER GUARDIA DI FINANZA

 

 

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi