di Davide Di Bernardo

Se vi dicessi: “Mantello nero, aria tenebrosa e genio investigativo” chi vi verrebbe in mente?
Era il 1939 e Bob Kane, insieme ad un altro autore rimasto nell’ombra per più di cinquant’anni, Bill Finger, sulle pagine di Detective Comics creavano Batman.
Un personaggio che negli anni è maturato, come nella bellissima trilogia cinematografica di Christofer Nolan, o si è ridicolizzato, vedi serie tv anni ’60 con Adam West nei panni di un panciuto uomo pipistrello o George Clooney negli anni ’90, ma che sempre è rimasto uno dei supereroi più amati al mondo.
Il suo habitat naturale, quello delle pagine dei comics, ha visto autori e disegnatori fare a pugni per poterne narrare le storie, da Frank Miller a Grent Morrison, per arrivare al visionario Jim Lee, tutti pronti a dire la loro tenendo fede alla continuity, o come nel caso di Miller, ambientando le store del cavaliere oscuro in un futuro dispotico.
Dall’altra parte, letteralmente perché dalla DC si passa alla Marvel, abbiamo Silver Surfer il surfista scarlatto che attraversa lo spazio su di una tavola da surf con i suoi poteri cosmici, per trovare pianeti da divorare al sempre affamato Galactus.
Dal grande Jack “il Re” Kirby all’impressionista Möebius, la natura di Surfer è rimasta quella di un poeta dagli occhi tristi che viaggia nello spazio a cercare non la bellezza che bramerebbe, ma mondi già distrutti per sfamare il proprio padrone e che fa tutto ciò per lui in segno di gratitudine per aver risparmiato il suo pianeta d’origine e, quindi, la donna amata.
Ma cosa accomuna il duro Cavaliere di Gotham a l’araldo argentato?
Durante l’evento di EtnaComics abbiamo incontrato uno dei primissimi autori italiani a divenire disegnatori di punta di entrambe le Major americane, che a tali personaggi deve la sua fortuna, lui è Claudio Castellini.

VMM_2809Lei ha disegnato entrambi gli universi fumettistici oggi più conosciuti, Marvel e DC, qual’è la mentalità produttiva dove meglio si è ritrovato e qual’è il personaggio che più l’ha ispirata?
Marvel e DC mettono a proprio agio nello stesso modo, non dipende dalla casa, mai avuto problemi lavorando con gli americani. Massima autonomia, a volte troppa, e spesso divieni sceneggiatore partendo solo da un soggetto.
Divieni regista e attore, partendo dal concetto della storia ispirato dall’autore.
Infatti, per mettere a proprio agio i disegnatori, quelli di cui si fidano ovviamente, danno l’input e lasciano che siano quest’ultimi ad impastare la storia con tutto ciò che comporta.
Lo scrittore interviene in prima e terza battuta, ad esempio Paul Jenkins era prolisso in senso positivo nello spiegare ciò che voleva per “Wolverine The-End”, pur lasciando a me il modo d’inquadrare e di realizzare l’albo vero e proprio.
Il mio personaggio preferito della DC Comics è Batman e, in un secondo momento, mi sono interessato anche a Superman, ma quello in assoluto che preferisco è Silver Surfer della “casa delle idee”.
E’ stato il personaggio che mi ha fatto innamorare dei fumetti, ed il mio amore per il fumetto, ovvero ciò che mi ha portato ad condurre il mio disegno verso il mondo dei fumetti fu proprio un albo di Surfer disegnato da John Buscemi che diventerà il mio mentore ed amico.
Quando Tom De Falco mi diede la possibilità di scegliere il personaggio da scegliere per iniziare a lavorare alla Marvel, non ebbi dubbi.
Lui è il mio concetto di eroe: odio la violenza nei fumetti e ciò che trasmette, non mi piace la celebrazione di un errato concetto di bene che e non mi piace chi uccide.
Il surfista argentato rappresenta l’eroe puro che ancora ha un codice, non ucciderà mai, proprio come Superman col suo, a volte criticato, buonismo.
Superman deve trovare il modo per vincere senza uccidere, sempre e comunque. Anche se nel film fa questa stupidaggine che ha scioccato molti.
Ho sempre avuto rapporti con la Marvel in America, mai con quella italiana.

VMM_2816In Italia inizia il suo percorso con Dilan Dog, cosa c’è di diverso dal meccanismo americano?
[Avvicino all’autore un albo di Topolino che omaggia col titolo, ed una storia al suo interno, il mitico investigatore del mistero]
Non è esattamente il mio modo di concepire il rapporto, mi riferisco a quello tra disegnatore e soggettista che spesso suggerisce l’inquadratura al primo restringendo lo spazio creativo.
Una sceneggiatura troppo dettagliata, mi sono trovato molto a mio agio con gli americani.

Come avviene lo scambio delle bozze?
Tutto viene fatto tramite internet oggi e lo scambio di mail. Ma già prima esisteva il fax per le bozze e poi tutto veniva affidato al corriere che inviava gli originali, che poi tornavano a me.
600 dpi scansionati direttamente da noi che conosciamo i nostri disegni e sappiamo come fare a migliorarli subito dopo averli visti su digitale.

VMM_2804Ed oggi cosa fa Claudio Castellini?
Mi dedico esclusivamente al mercato dei collezionisti, in crescita malgrado la crisi, dove trovo un pubblico attento che cerca gli originali fatti in un determinato modo ed è disposto a spendere quanto questi oggetti di culto meritano.
Da anni mi dedico solo a questo avendo fatto una scelta, allontanandomi quindi dal live motive della “corsa” che impongono per gioco/forza le case editrici e che rendevano le mie creazioni difficili da realizzare, proprio per questo non ho mai fatto serie regolari.
Oggi apprezzo di più il mio lavoro dedicandoci la giusta attenzione e conservando la stessa passione che avevo a vent’anni non disinnamorandomi mai di quello che non può mai essere solo un lavoro.

 

Davide Di Bernardo

Foto-servizio di Vincenzo Musumeci

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