All’indomani del ritrovamento di nove superstiti su due barconi alla deriva nel Canale di Sicilia, si susseguono dichiarazioni a difesa e forti critiche, nei confronti della missione Triton, che dal 1° novembre 2014 ha sostituito l’operazione Mare Nostrum, responsabile della salvezza di 140.000 persone.
La portavoce per il sud Europa dell’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu, Carlotta Sami, ha dichiarato, durante un’intervista a Repubblica, che “l’Europa di Triton non ha i mezzi sufficienti. Non ci sono navi con medici a bordo, né che possano assistere in modo strutturato. Triton ha un’area di operatività inferiore a Mare Nostrum e non è riuscito a fungere da deterrente. Le persone arrivate nel primo mese del 2015 sono in numero più alto rispetto a quelle del gennaio 2014″.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime cordoglio per le vittime, e si dice “colpito dalla nuova immane tragedia umanitaria avvenuta in acque internazionali”.
Rivolge un monito il presidente del Senato Pietro Grasso: “Siamo chiamati, come cittadini europei, a rispondere non a un tribunale ma alla nostra coscienza per ciascuna delle vittime del Mediterraneo”.
Già portavoce per anni dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, la presidente della Camera, Laura Boldrini, afferma senza mezzi termini che “l’operazione Triton è inadeguata. L’Europa deve dotarsi di un sistema di monitoraggio e salvataggio ben più efficace di quello ora in vigore. Altrimenti ogni espressione di dolore per le tragedie avrà il segno dell’ipocrisia”.
Prova ad uscire dalla discussione sui metodi di intervento il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, anche in risposta alle accuse dell’ex premier Enrico Letta, che ha chiesto al Governo di tornare a Mare Nostrum “senza se e senza ma”: “Il problema non è Mare Nostrum o Triton, si può chiedere all’ Europa di fare di più e domani lo farò, ma il punto politico è risolvere il problema in Libia, dove la situazione è fuori controllo”.
In difesa dell’attuale sistema di gestione dell’emergenza, fonti del Viminale dichiarano che dal 18 novembre 2013 al 1° novembre 2014, durante l’operazione Mare Nostrum, si sono registrati 3.363 tra cadaveri e dispersi. “Non esiste e non può esistere un’operazione che sconfigga la morte in mare. E’ ipocrita e strumentale sostenerlo”, dichiarano dal ministero.
L’europarlamentare Salvo Pogliese, membro sostituto della Delegazione all’Assemblea parlamentare dell’unione per il Mediterraneo, dichiara che “una nuova tragedia del mare era obiettivamente immaginabile. La missione Triton abbisogna di maggiori risorse e nuove regole d’ingaggio che vadano oltre il semplice pattugliamento. Già a monte i tentativi di sbarco possano essere arrestati – continua l’eurodeputato – e questa è missione che non può che attenere all’alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue. Occorre agire, subito, perché gli sbarchi sono organizzati da mercanti di esseri umani senza scrupoli che non guardano in faccia nessuno e non rispettano bandiere”. Pogliese auspica un ruolo operativo ancor più incisivo per la Sicilia: “La missione Triton deve essere ancor più e meglio supportata dall’Europa, e Frontex deve trovare sede operativa in Sicilia, luogo di immediata frontiera, ma deve anche prevedere nuove regole di ingaggio che fronteggino seriamente l’ondata di sbarchi che, presumibilmente con l’arrivo della bella stagione, non potrà che intensificarsi”.
“Ancora una volta dobbiamo registrare una tragedia del mare frutto della perenne indifferenza dell’Europa che, con i suoi egoismi e le sue politiche contro l’accoglienza, continua a trasformare il Mediterraneo in un cimitero a cielo aperto. Siamo profondamente addolorati per quest’ennesima strage di innocenti”, ha detto il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando.

Scrivi