A Palermo una Opel si è schiantata contro uno dei tram che da qualche tempo si aggirano per la città come bianchi fantasmi. Le autorità parlano di incidente, ma secondo alcune fonti si tratterebbe di una prima preoccupante manifestazione di intolleranza verso il mezzo di trasporto che, sottraendo spazi significativi a importanti arterie cittadine (senza peraltro servire il centro), ha creato tappi di traffico epocali. Il progetto, che vanta un costo record di 320 milioni di euro per soli 15 chilometri, è odiato anche perché ha causato l’introduzione della ZTL a pagamento, già battezzata dagli inviperiti cittadini Zona Tassa Leoluca (Orlando), imgseltcon l’obiettivo di pagare il salatissimo conto dei lavori.

Secondo le stesse fonti, sarebbero in preparazione azioni ancora più eclatanti a base di motoape (motolape) telecomandate caricate con bidoni di spremuta di limone, seltz e bicarbonato che verrebbero attivati a distanza al momento dell’impatto con l’obiettivo, con conseguente esplosione di cui solo chi ha tracannato un “autista” (bibita tipica dei chioschi palermitani che si conclude regolarmente con un poderoso rutto e le parole “ho digerito” , n.d.a.) può capire la potenza.

Secondo altre fonti, sarebbe inoltre in corso una gara clandestina di appalto fra le “famiglie” dei quartieri attraversati dal tram su chi si aggiudicherà il diritto di asportare le rotaie nottetempo. In pole position la ditta “Traslochi e Sbarazzi” di Totuccio Neglia e la “Celodiferro” di Pippo Fortemascolo.

Intanto si apprende che alla fermata di Borgo Nuovo un commando ha rubato la macchinetta che emette i biglietti con il relativo incasso. Secondo il sindaco Leoluca Orlando si tratterebbe di “opera di alcuni incivili barbari”. Secondo invece un comunicato dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione di Palermo), si tratterebbe della prima parte di un’azione dimostrativa. L’organizzazione non ha specificato quale sarebbe la seconda parte ma, secondo informatori, l’OLP si appresterebbe a installare con un colpo di mano notturno la macchinetta all’ingresso dei cessi di Palazzo delle Aquile insieme a una porta blindata ad apertura comandata dal biglietto che impedirebbe a sindaco, assessori e consiglieri privi del medesimo di utilizzarli. Il prezzo del biglietto sarebbe di mille euro per una “corsa” al cesso singola: un costo elevatissimo che, nel caso in cui le esortazioni rivolte ai poveretti da molti irriverenti  cittadini, “ma vai a ca…”, sortissero l’effetto desiderato, creerebbe loro l’impossibilità di espletare l’importante funzione, con conseguenti ingorghi intestinali paragonabili a quelli del traffico tra(u)m-atizzato della Felicissima Palermo.

In un certo senso, la nemesi perfetta.

Carlo Barbieri

 

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