CATANIA − Scrive Enzo Bianco al presidente dell’Enac: “Come già preannunciato, voglio riportare alla Sua attenzione alcuni fatti accaduti subito dopo l’incendio che la notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 maggio è scoppiato nel Terminal 3 dell’aeroporto Fiumicino a Roma. A seguito della chiusura dello scalo fino alle ore 14 di giovedì 7, si sono verificati ingiustificati ed assai ingenti aumenti del costo dei biglietti aerei, in particolare di Alitalia, nella tratta Roma – Catania”.

“Nello specifico − continua Bianco − giorno 7 i pochi biglietti aerei invenduti che partivano dopo la riapertura dello scalo avevano prezzi esorbitanti: come riportato in allegato, il famoso motore di ricerca Skyscanner, nella tratta Roma – Catania, riportava che i voli diretti alle 16.45 e alle 20.15 costavano rispettivamente 430 e 381 euro, mentre i voli con scalo costavano 508 (partenza alle 16 e arrivo alle 20.20) e 488 euro (partenza alle 20 e arrivo alle 23.50). Sono tutti prezzi di tratte Alitalia. Insomma nel giorno delle tante cancellazioni di voli, chi aveva urgenza e necessità di partire da Roma per Catania nella stessa giornata non solo ha dovuto subire un forte ritardo (alcuni voli sono stati riprotetti per il giorno dopo) ma ha dovuto sborsare una cifra considerevole. Evidentemente una grave emergenza è stata utilizzata per vendere biglietti a prezzo pieno, con un danno evidente per i cittadini.
“Prezzi spropositati − incalza quindi il sindaco di Catania − anche per lunedì 11 maggio, ben quattro giorni dopo l’incendio. Come analogamente allegato, i primi voli della mattinata da Catania a Roma, che decollavano dalle 6.35 alle 7.20, costavano addirittura da 204 euro a 434 euro (quest’ultimo di Alitalia). Stupisce, però, che nello stesso giorno, i primi voli della mattinata da Cagliari a Roma, che partivano dalle 6.20 alle 11.30, avevano un costo che variava solamente da 58 euro a 82 euro. Insomma durante quella giornata il rapporto di prezzo tra Catania e Cagliari per andare a Roma è stato di circa 4 a 1”.
“Questi episodi − dice ancora Bianco − dimostrano come le compagnie aeree che volano su Catania, soprattutto Alitalia , continuino a mantenere i prezzi della fascia più alta, cosiddetta “Libera”, anche in condizioni così disagevoli e in un momento di emergenza, eliminando i voli della fascia “Promo” e “Facile”. Una corsa verso l’alto dei costo dei biglietti che prescinde dall’emergenza di questi giorni e che avviene da sempre con costanza, quasi fosse una regola, in modo non accettabile non solo per i voli da e per Catania ma anche in quelli da e per Palermo”.
“Tali speculazioni – conclude Enzo Bianco – non sono degne né di un’area dal grande sviluppo economico, turistico, commerciale come quella della Sicilia orientale e del Distretto Sud-Est, il cui unico mezzo di trasporto per raggiungere le altre parti del Paese è quello aereo, né dell’aeroporto più grande del Mezzogiorno che serve quasi tutta la Sicilia”.

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