CATANIA – La superficialità con cui è stata chiusa per tre mesi la linea ferroviaria Catania-Siracusa rivela pienamente l’assoluta mancanza di attenzione delle Ferrovie dello Stato per i collegamenti ferroviari in Sicilia. Lo denuncia la Federconsumatori provinciale di Catania, la quale sottolinea che il provvedimento di chiusura, benché irrinunciabile, è stato adottato senza tenere conto delle reali necessità dei viaggiatori e delle esigenze dell’economia turistica della zona, nonché con arbitrarie procedure decisionali, nelle quali non c’è stato alcuno coinvolgimento della Regione, delle autonomie locali e delle associazioni dei consumatori e dei pendolari.

I servizi sostitutivi approntati sono molto approssimativi e non rispondono ai reali bisogni dei passeggeri e del territorio, al punto che persino i viaggiatori abbonati saranno costretti ad utilizzare collegamenti alternativi a quelli approntati da Trenitalia, sommando ai gravi disagi anche un danno economico. La Federconsumatori di Catania denuncerà questo stato di cose alle Autorità garanti e sarà a fianco dei viaggiatori nelle azioni di risarcimento nei confronti di Trenitalia per i danni subiti. Intanto, per affrontare e risolvere i gravi problemi creati da Rete ferroviaria Italia e da Trenitalia, la Federconsumatori chiedere un urgente incontro con il Prefetto di Catania, alla presenza dell’Assessore regionale ai Trasporti.

La Federconsumatori ribadisce che, anche in questa occasione, le Ferrovie dello Stato hanno riproposto il consueto disinteresse per il trasporto ferroviario in Sicilia, come dimostra un dato eloquente: l’89 per cento della rete ferroviaria siciliana è in monorotaia, con un’arretratezza dei collegamenti senza pari. Per raggiungere, in treno, Palermo da Ragusa si impiegano 6 ore e 40; per arrivare da Catania a Palermo passano 3 ore e 18 minuti, ma fino allo scorso anno occorrevano 5 ore e 40 minuti: “il miracolo”, incomprensibilmente in pochissimo tempo, si è avuto soltanto dopo che la Sicilia era stata spezzata in due dal crollo del viadotto Himera. Per non parlare dei collegamenti con il resto d’Italia: sono soltanto due i treni diretti che da Roma arrivano in Sicilia, oltrepassando lo stretto di Messina, senza lasciare i passeggeri siciliani a Villa San Giovanni, come avviene per la restante parte dei convogli.

Per la Federconsumatori, dunque, il modo penalizzante con cui è stata chiusa, per tre mesi estivi, la linea ferroviaria Catania-Siracusa non è altro che l’ultima vergogna.

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