La Finanziaria, il caso AMT… e il sistema del TPL (Trasporto Pubblico Locale): quanta confusione! E non sembra esserci proprio spazio per i sorrisi e le speranze: questa rivoluzione “non s’ha da fare”, e questo si era già capito da qualche anno. Così non bastavano i viadotti crollati e le reti stradali insufficienti: la legge duramente approvata all’Ars ha emesso il suo verdetto. Non c’è spazio per il trasporto pubblico.

Nessun intervento alle infrastrutture, infatti, è stato inserito nella norma: e sorprende pensando ai tanti progetti che da quarant’anni a questa parte hanno caratterizzato i vari Governi regionali. La Nord-Sud o la Siracusa-Gela, ad esempio, rimangono un miraggio, mentre vengono messe da parte le operazioni necessarie sulla Messina-Catania, dopo la frana di Capo Alì, e sulla Palermo-Catania, dopo il crollo del viadotto Himera. Il tutto in silenzio: una quiete fin troppo strana.

Così come non è stata neanche citata la difficile situazione del TPL, abbandonato a se stesso: “E’ sotto gli occhi di tutti che il sistema del Trasporto Pubblico locale in Sicilia sia al collasso, in evidente stato di debolezza a causa di scelte politiche che hanno sottovalutato un comparto in grave crisi finanziaria e strutturale, tale da provocare effetti pesantemente negativi che non risparmiano nessun territorio e nessuna azienda”, ha dichiarato Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale del sindacato dei Trasporti FAST Confsal.

Secondo Lo Schiavo, infatti, “l’attuale situazione costringe quotidianamente alcune aziende a tenere fermi un considerevole numero di Autobus, per mancanza di gasolio e l’impossibilità di operare l’ordinaria manutenzione sugli stessi mezzi”. Il che fa sorridere: prima mancavano le strade, adesso anche i veicoli.

“Dalla crisi delle aziende del TPL passano tutti i disservizi dell’isola: corse e linee saltate, gravi malfunzionamenti a scapito della regolarità dell’esercizio, con disagi gravissimi che toccano soprattutto lavoratori e studenti pendolari, costretti a muoversi in condizioni estreme, senza considerare, poi, il disagio arrecato agli impiegati del settore, chiamati a prestare la propria attività lavorativa su autobus obsoleti e spesse volte senza certezza dello stipendio”, ha aggiunto. E il caso AMT fa il resto, con i crediti vantati e mai riscossi dall’Azienda Metropolitana Trasporti nei confronti del Comune di Catania e della Regione. Insomma: come al solito le risorse ci sono, ma forse manca la volontà di impiegarle al meglio.

Dello stesso avviso è Lo Schiavo: “Riteniamo che la situazione del TPL nel tempo sia stata affrontata dalla politica regionale e locale con assoluta miopia, tramite misure inadeguate ed insufficienti, mirate alla sopravvivenza piuttosto che alla ricerca di soluzioni alternative, legate al cambiamento in atto e alle problematiche di un sistema in drammatica trasformazione, dove alla carenza di risorse destinate alle aziende, dovuta ai tagli operati ai trasferimenti pubblici, si somma la mancanza di una “Legge regionale organica di riforma”.”, ha continuato.

“Urge passare da una logica di semplici tagli lineari, come finora avvenuto, ad una concreta rivisitazione dell’attuale condizione strutturale, nonché, alla consapevolezza da parte della classe politica, che questo settore può essere strategicamente produttivo, anche perché ha in sé elementi di valore sociale, ambientale, economico ed industriale, che rappresentano per la nostra Sicilia delle importanti opportunità da sfruttare”, dichiara Lo Schiavo. Che poi si aggiungerebbero alle tante mai colte e ignorate: ma si sa, i siciliani sono parecchio legati alla tradizione. E guai a non seguirla.

Antonio Torrisi

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