COMUNICATO 

Il servizio ferroviario in Sicilia è prossimo al collasso. Da anni assistiamo, praticamente impotenti, alla riduzione progressiva dei servizi passeggeri locali e a lunga percorrenza, al taglio pressoché totale dei treni merci e degli scali (rimangono in attività non più di 3 scali merci in tutta l’isola), alla chiusura di linee (la Gela-Caltagirone e la Alcamo-Milo-Trapani sono ancora chiuse e non si sa se e quando verranno riattivate). Adesso, una nuova “tegola” arriva sulla testa dei siciliani: l’annuncio del taglio, a partire dal prossimo 13 giugno, di 3 dei rimanenti 5 treni a lunga percorrenza che collegano la Sicilia col resto d’Italia. E questo avverrà proprio alla vigilia della stagione estiva, quando si prevede come ogni anno l’arrivo di grandi numeri di turisti ed emigrati per le vacanze.
Come TILT Sicilia, vogliamo esprimere, unendoci al Comitato Pendolari Siciliani, ai sindacati dei ferrovieri e a tutti i siciliani che hanno a cuore il diritto alla mobilità, tutto il nostro sdegno per questa scelta discriminatoria che isola ulteriormente la nostra Regione e nega a un’importante parte d’Italia un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione Repubblicana. Ancora una volta, vogliamo ribadire con forza che non è ammissibile, in un Paese unitario, offrire livelli di servizi così diversi da una Regione all’altra. Abbiamo lo stesso diritto di ogni altra parte d’Italia ad un trasporto ferroviario veloce ed efficiente, che permetta ai siciliani di muoversi rapidamente all’interno della propria Regione e di raggiungere in tempi ragionevoli le principali città italiane. La ferrovia, quando è realizzata e gestita secondo criteri moderni, rappresenta la forma di trasporto in assoluto più rapida, efficiente ed ecologicamente sostenibile. La nostra proposta continua ad essere il rilancio della rete ferroviaria siciliana, mediante l’aumento (e non il taglio) dei collegamenti a lunga percorrenza verso il continente, investimenti mirati e diffusi in infrastrutture su tutte le direttrici dell’isola (e non concentrati, come negli attuali progetti del gruppo FS, sulla realizzazione di un’unica linea ad alta velocità, di utilità discutibile, tra Palermo e Catania), l’acquisto da parte dell’Amministrazione regionale di nuovo materiale rotabile (analogamente a quanto fatto dalle Regioni Puglia e Sardegna), la realizzazione di un’efficiente intermodalità tra treno, bus, navi e aerei (attraverso nuovi orari, e la realizzazione di ulteriori infrastrutture per i collegamenti ferroviari con gli aeroporti di Catania, Trapani e Comiso) che ridurrebbe lo spreco di denaro pubblico per autolinee poco utili, il rilancio del servizio merci che ridurrebbe lo spropositato numero di TIR circolanti sulle nostre strade. Questo (e non le eterne promesse alternate ai puntuali e periodici tagli) potrebbe realmente rendere la Sicilia una Regione moderna che attragga investimenti e permetta di creare impresa, oltre ad incentivare l’arrivo di turisti e i loro spostamenti all’interno dell’isola. E questa proposta richiederebbe un investimento molto inferiore a quello che sarebbe necessario per il ponte sullo Stretto o per la linea ad alta velocità Torino-Lione. I soldi ci sono, basterebbe spenderli nel modo giusto e in maniera attenta.
Rete TILT Sicilia
 
Cortesi saluti
Giuliana Buzzone
Angelo Rinollo
Fabio Fancello
 

Scrivi