Tre generazioni di lettori… viva Topolino

Nel dicembre del 1932 l’editore fiorentino Giuseppe Nerbini fu il primo a dedicare un intero giornale illustrato al topo più famoso del mondo Topolino nuovo eroe dei ragazzini, un regalo di natale inaspettato che anticipò di un mese l’uscita americana della rivista. Sulla scia del celebre Corriere dei Piccoli anche Topolino aveva una periodicità settimanale, caratterizzato da didascalie, disegni e brevi storie scritte in rima.

Fu solo negli ultimi anni del ’40, dopo il passaggio di Topolino con la casa editrice Mondadori, che la rivista diventò un vero giornale a fumetti con un formato a libretto tutt’oggi usato.

Personaggi eterni che hanno instaurato un  rapporto affettivo con i loro lettori, abbiamo incontrato, durante le giornate di Etna Comics, la direttrice di Topolino Valentina De Poli, simpatica e brillante ha risposto alle nostre tante curiosità.

Più di ottant’anni e ancora Topolino è il giornalino più letto e amato d’Italia, qual è il segreto del suo successo?

«Ho iniziato a lavorare da Topolino e ho avuto il privilegio di vedere tutto ciò che accade in redazione, con i lettori e in edicola, da otto anni sono direttore del giornale e mi sono fatta una mia idea sul suo segreto che si basa su due punti fondamentali. Il primo, sicuramente, perché è un megazine settimanale e quindi, con la sua periodicità, ha accompagnato i lettori in questo appuntamento fisso, crescendo insieme al pubblico. Topolino, prima dell’avvento di internet, ma anche adesso, ha sempre avuto la peculiarità di raccontare i fatti di attualità, poiché essendo settimanale non poteva stare avulso da ciò che nel mondo accadeva. Questo ha permesso che Topolino rimanesse all’interno delle famiglie e si evolvesse naturalmente; i giornali creano una relazione con i lettori che è totalmente differente rispetto agli altri mezzi di comunicazione. Il secondo segreto della durata di Topolino è la forza dei personaggi Disney che sono unici, eterni e amati da tutti perché hanno una forza comunicativa potentissima data anche dallo sguardo, hanno degli occhi irresistibili !

I bambini d’oggi sono dei nativi digitali, affascinati da internet, videogiochi e televisione come riuscite a competere con le nuove tecnologie?

«Gli stimoli che ricevono i bambini oggi sono infiniti, anche la scuola stessa con diverse attività li impegna costantemente e poi la tv, i videogiochi per cui la concorrenza è spietata. Riuscire a resistere è quasi miracoloso ma quando Topolino entra in famiglia instaura qualcosa di magico e non ci lasciano più. Una volta, quando io ero piccola, dire che leggevi i fumetti era una cosa considerata “stupida”, una lettura di serie B, oggi fortunatamente non è più così i nostri lettori, da ricerche effettuate, sono bambini che leggono anche i libri e hanno voglia di capire. Del resto la fruizione televisiva è un po’ passiva, quella dei videogiochi meno perché vanno a una velocità tale che ti tiene sempre concentrato, la lettura è impegnativa e per i nativi digitali è quasi anacronistica eppure l’idea di girare le pagine è proprio la sua forza»

Lei incontra spesso i lettori e gli affezionati di Topolino, mantenendo così un rapporto diretto con loro, ha un aneddoto particolare che ricorda da raccontarci?

«Una volta ero a Torino e un papà di famiglia con bimbi dagli 8 agli 11 anni, mi ha detto che pensava di aver fato cosa gradita ai suoi figli cambiando la tipologia di abbonamento di Topolino da cartaceo a digitale. Invece, i ragazzini si sono seccati e hanno voluto ripristinato quello originale, perché volevano leggere il giornalino sfogliandolo la mattina a colazione. Ogni bimbo è differente ma chi ci legge trova sempre qualcosa che lo appassiona.

Generazioni a confronto ma unite da un giornalino…

«I due terzi dei lettori di Topolino sono adulti e questo mi rende felice perché c’è un feedback continuo tra noi e loro. Tre generazioni di lettori, io ho una speciale predilezione per i nonni che regalano ai nipoti gli abbonamenti tant’è che a ottobre c’è la festa dei nonni e gli dedico anche una storia ! Mi è capitato spesso durante gli incontri di avere una platea di nonni e nipoti e loro sono contentissimi perché ricordano la loro infanzia e la condividono, la trasmettono ai loro nipotini»

Una domanda più tecnica che potrà interessare tanti giovani talenti che vogliono lavorare con voi. Come vengono selezionati i disegnatori?

I disegnatori di Topolino sono tutti italiani da sempre la tradizione della nostra scuola è la più forte nel mondo. Una volta era più facile selezionarli perché si prendevano tramite la famosa Accademia Disney una scuola dedicata, post liceo e spesso anche post laurea. Da un paio d’anni però l’accademia è stata chiusa come istituzione formativa, quindi ci appoggiamo alle scuole di fumetto che spesso ci segnalano dei nomi, accade, infatti, che gli insegnanti, che magari sono già autori Disney, ci indicano dei talenti. I disegnatori umoristici sono più rari di quelli realistici a questo bisogna aggiungere la passione disneyana, perché non puoi essere autore Disney se non hai letto i nostri fumetti. Ci vuole molta costanza, quest’anno per la prima volta la Panini ha fatto un bando di concorso per giovani disegnatori»

Quali sono i personaggi più amati, quelli che vengono maggiormente richiesti dai lettori?

Paperino è in assoluto il più amato di tutti ! Al secondo posto c’è Zio Paperone e al terzo Topolino. Una cosa che mi ha molto colpito è stato quando uscì il numero 3000 a maggio di due anni fa, facemmo un sondaggio a cui parteciparono tutti i nostri lettori e rimasi sorpresa perché al quarto posto, tra i personaggi preferiti, c’era Pico De Paperis, abbiamo proprio dei lettori sapienti ! Tra gli ultimi nati invece piace tantissimo Paperino Paperotto, che racconta le avventure di quando Paperino era piccolo, tanti bambini si identificano in lui.

Agnese Maugeri

Foto servizio: Vincenzo Musumeci

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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