TRECASTAGNI  –  “Una panchina è incontro. Lo sanno i vecchi che lenti lasciano scorrere ore troppo veloci per il loro desiderio di vita e che seduti dividono quello spazio, e insieme i ricordi e le vite disperse nei giorni. Lo sanno gli occhi dei bambini sudati dopo una corsa che è quasi fuga, prima che la paura di essere lontani porti il bisogno di ritrovare lo sguardo di chi paziente resta e apre le braccia. Lo sanno gli innamorati che seduti si perdono in sguardi e abbracci , in desideri che si affacciano e si tengono per mano. Una panchina di ferro è attesa. Lo sanno i passeggeri che non vorrebbero andare, eppure vanno, con una valigia con dentro profumi e colori e la promessa di tornare. Lo sanno i viaggiatori con l’animo sospeso dietro un sogno e nello zaino pensieri irrequieti e scalpitanti, che guardano l’orologio per non guardare indietro. Lo sa chi aspetta una risposta, un verdetto, un esito, e seduto confonde immagini e speranze, in un groviglio di respiri e apnee. Una panchina rossa è vita che urla potente, nonostante la violenza. Nonostante la morte. Perchè rosso non è il colore del sangue: è il colore di un cuore che si è moltiplicato creando un mare d’amore. E’ il colore della lotta che non si stanca, e che ha sempre nuova voce e nuove parole. E’ il colore dell’allegria bambina che è stata interrotta ma che ancora ride.  Seduta su una panchina che ha il suo nome. Buon compleanno Laura” . E’ il simbolo di una giornata carica di emozioni. La lettera di questa insegnante per l’alunna che non c’è più, e che il 26 settembre non ha festeggiato il suo 14esimo compleanno. Non ha soffiato 14 candeline. E non lo farà mai più. Uccisa dall’egoismo di un uomo (scusate se non lo chiamiamo più padre nonostante ne fosse il genitore). In memoria della piccola Laura Russo, e di tutte le vittime del femminicidio, il Comune di Trecastagni ha organizzato una fiaccolata culminata nell’inaugurazione della “Panchina Rossa”, monumento celebrativo di tutte le martiri strappate alla vita dall’ossessione becera e malata di un uomo. Alla sfilata pacifica, erano presenti in prima linea con le loro testimonianze, la mamma di Laura, Giovanna Zizzo, e la mamma di Giordana Di Stefano, Vera Squatrito.

“ Ringraziamo il sindaco Giovanni Barbagallo e il suo vice, Marilena Donzuso, che tanto ha preso a cuore la nostra battaglia- ha sottolineato la signora Zizzo- ma soprattutto grazie a chi ogni giorno ci sta vicino e ci da la forza per andare avanti, questo è l’unico modo per abbattere il muro d’indifferenza che ci attanaglia”

In mattinata, il ricordo della piccola Laura, e dei 14 anni che non compirà mai, sono proseguiti al cimitero di Trappeto, luogo di momentanea sepoltura della giovane. Un inno alla vita che sfida la morte. E discostandoci per un istante dall’imperturbabilità professionale che contraddistingue la professione del giornalista, ci risulta paradossale, amaramente doloroso e ingiusto commemorare la nascita di una bambina uccisa da colui che aveva sancito quella nascita. Dolore al dolore. Se mai è possibile.

Nicoletta Castiglione


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