TREMESTIERI ETNEO – Anche l’ultimo ostacolo è stato superato: dalla giornata di ieri, in seguito ad una seduta straordinaria, il nuovo Consiglio comunale di Tremestieri Etneo potrà lavorare concretamente proiettandosi al futuro, grazie all’approvazione del Bilancio consuntivo 2014, già più volte rinviato dalle precedenti amministrazioni.

E non si tratta certo di un ritardo indifferente, dato che tali operazioni prevedevano come termine ultimo il 15 Giugno scorso. Come termine ultimo… dopo un ultimo anno di commissariamento in seguito alla sfiducia dell’ex sindaco Rapisarda: ma ciò non legittima certo il prolungamento. Anzi, da un lato lo condanna. Facciamo, però, chiarezza e riassumiamo gli eventi.

Negli ultimi 12 mesi, il Governo regionale ha rivoluzionato l’iter per l’approvazione del bilancio, con una serie di normative che offrono, oltre ad un nuovo sistema di contabilità – sposato dal Comune di Tremestieri -, la possibilità di rinviare tutte le operazioni entro l’1 Gennaio 2016, costringendo, però, i Consigli comunali ad approvare, nella stessa giornata, oltre al rendiconto il riaccertamento dei residui. E senza tutto ciò, i trasferimenti effettuati dallo Stato vengono sospesi.

Fatte le dovute premesse, giungiamo alla seduta: un incontro che si è aperto con una pregiudiziale presentata dal consigliere pentastellato Domenico Di Guardo, in relazione a possibili incompatibilità sull’approvazione del bilancio 2014: “A mio parere non ci sono i tempi per votare favorevolmente: ci troviamo ad accettare una cosa che non abbiamo costruito noi”, ha spiegato. Perplessità espressa anche dal resto del gruppo d’opposizione che ha chiesto ulteriore tempo per esaminare i dati del consuntivo.

Richiesta negata dal voto favorevole del gruppo dei consiglieri di maggioranza – 13 su 20, con 6 astenuti e 1 contrario – che ha così approvato il bilancio consuntivo 2014. Numeri che, però, lasciano sorpresi, data la disastrosa situazione in cui versava il Comune etneo all’indomani della sfiducia dell’ex sindaco: il commissario straordinario, Antonino Lutri, lascia i conti in positivo, con un fondo di cassa di 6 milioni e un avanzo amministrativo di 8 milioni di euro. E per una “macchina” in dissesto e con un piano di riequilibrio in corso, sono dati che allontanano ombre e cattivi pensieri. Almeno per ora, dato che le uscite sono state bloccate.

“Noi consiglieri di maggioranza vogliamo lanciare un segnale forte con l’approvazione del bilancio consuntivo. Vogliamo dire “andiamo avanti”, diamo una risposta concreta ai cittadini per poter, da domani, lavorare per il bene di tutti”, ha affermato il consigliere Michelangelo Costantino.

Soddisfatto anche il neo sindaco di Tremestieri, Santi Rando, presente in aula: “Voglio ringraziare e rivolgere un plauso ai consiglieri che hanno dimostrato con questa mossa senso di responsabilità e attaccamento al territorio, oltre che la volontà di iniziare a lavorare. Sarebbe stato inutile, infatti, allungare ulteriormente i tempi: bisogna, al contrario, ottimizzarli per rendere funzionante la macchina amministrativa e offrire ai cittadini ciò di cui hanno bisogno”, ha dichiarato.

Intanto, negli scorsi giorni Rando ha reintegrato otto lavoratori PUC – Progetti di Utilità Collettiva – del Comune che, dopo la sospensione avvenuta quattro mesi fa, possono tornare a svolgere il proprio lavoro.

Le comunicazioni individuali di riammissione in servizio erano già state personalmente consegnate ai dipendenti dal neo Sindaco del Comune di Tremestieri, nel corso di un incontro svoltosi venerdì 17 presso il Municipio. All’evento, caratterizzato da momenti di non celata commozione per la positiva risoluzione della vicenda, erano presenti anche il presidente, Ferdinando Smecca, ed il vicepresidente del Consiglio comunale di Tremestieri Etneo, Santo Nicosia.

“Sono davvero soddisfatto che una delle prime compiute di questo nuovo corso comunale sia stato il reinserimento di lavoratori, padri e madri di famiglia, nell’organico comunale – ha dichiarato Santi Rando – . Dal canto nostro non potevamo non adoperarci per rispondere al grido di allarme lanciato e per risolvere una questione che era divenuta annosa. Abbiamo sempre rispettato le storie e l’umanità dei dipendenti, evitando di sfruttare la delicata situazione in campagna elettorale solo per raccogliere qualche facile consenso ma adoperandoci in silenzio e rapidamente per porre fine alla questione in maniera positiva”.

“E pur si muove”, verrebbe da dire. Anche se la strada è lunga, e non basteranno numeri “sorridenti e altisonanti” ad accontentare i cittadini di un paese da sempre difficile da gestire.

Antonio Torrisi

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