TREMESTIERI ETNEO – “Non si può far finta di nulla: viviamo in una dimensione ampia come quella europea e bisogna sviluppare la crescita degli studenti in funzione di essa”, questo il messaggio lanciato dal sindaco di Tremestieri Etneo, Santi Rando, che nella giornata di ieri, in compagnia della giunta comunale, ha accolto in municipio i rappresentanti delle scuole che parteciperanno al progetto Erasmus Plus, impegnati nei prossimi giorni nelle attività previste dall’iniziativa.

Così, mentre in Europa si fa “a scazzottate” (metaforicamente, è chiaro) su chi deve ricevere una certa flessibilità secondo una o l’altra banca, o su chi deve saldare il debito più di altri, nelle scuole di cinque Paesi (la spagnola “CEIP Manuel Pacheco” promotrice del progetto, il “Centro Educativo Alice Nabeiro” del Portogallo, la “Szkoła Podstawowa” della Polonia e la “49th Benito Juarez” della Bulgaria e la nostrana “De Amicis”) si fa sul serio e si pensa realmente a cambiare le carte in tavola di un gioco sempre più subdolo e oscuro.

Già, perché l’obiettivo di Erasmus Plus è proprio quello di sviluppare negli alunni la vena imprenditoriale, partendo da quelle che sono le tradizioni del territorio: così, ad esempio, i ragazzi si impegneranno alla realizzazione di prodotti artigianali (e, nel caso dell’istituto scolastico etneo, della cartapesta), attraverso l’organizzazione di laboratori specifici diretti da esperti nel settore.

“In questi primi mesi di amministrazione dal mio insediamento c’è sempre stata una buona sinergia con i rappresentanti dell’Istituto Comprensivo De Amicis, e ciò ha reso possibile questa giornata”, spiega il sindaco di Tremestieri. “Ringrazio la scuola per aver colto questa iniziativa: è l’occasione giusta per far vedere al resto d’Europa non solo le bellezze del nostro territorio, ma anche le risorse in quanto a lavoro e tradizione”, ha aggiunto Rando, che ha poi consegnato una copia del gonfalone del comune etneo.

E quale miglior modo di accogliere gli ospiti, se non facendogli ripercorrere simbolicamente il nostro percorso storico-culturale? Così, una volta giunti il municipio, i rappresentanti delle scuole straniere hanno potuto ammirare i carretti siciliani della famiglia Costantino, che negli anni ha caratterizzato la tradizione tremestierese. Ma non solo: i presenti hanno poi ascoltato alcune canzoni scritte dalla musicista Cinzia Sciuto, che ha trasmesso le emozioni e i sentimenti della nostra terra. Il tutto, chiaramente, in dialetto siciliano.

“Sin dall’inizio dell’anno scolastico la collaborazione dell’amministrazione comunale è stata importantissima”, ha affermato il dirigente scolastico della De Amicis, Tiziana Palmieri. “Con questo progetto vogliamo offrire l’immagine di una scuola-lavoro, facendo risaltare i lati positivi del nostro territorio”, ha proseguito. Il programma dell’iniziativa, infatti, prevede non solo lo sviluppo di una metodologia e di una didattica imprenditoriale, ma anche dell’inclusione e dell’integrazione di diverse culture.

“Prima di essere studenti i nostri alunni sono uomini: si deve dar loro possibilità di uscir fuori da queste mura”, dichiara la professoressa Anna Argento, docente responsabile del progetto insieme alla professoressa Giovanna Di Paola. E, in linea con quanto affermato dal sindaco Rando, ammette: “Non possiamo non far finta di non far parte dell’Europa, anzi: dobbiamo sfruttare tutte le possibilità che offre e vivere da veri e propri cittadini europei”.

Entusiasmo anche da parte degli ospiti: “Siamo felici di essere qui – spiega la rappresentante della “Manuel Pacheco” -: il nostro istituto è sito in un centro multiculturale che ha molti problemi economici e speriamo che questo progetto possa migliorare questa realtà. Il nostro prodotto artigianale è la ceramica, e svilupperemo laboratori affinché non si perdano le tradizioni”. I fiori di carta, invece, caratterizzano la cultura portoghese: “Pensiamo che si può far ripartire l’economia del nostro Paese apprendendo il processo di produzione dei fiori di carta”, afferma un’insegnante della “Alice Nibeiro”. E lo stesso obiettivo è perseguito dalla “Benito Juarez”, che sarà impegnata nella realizzazione dei tradizionali ricami bulgari, e dalla “Szkoła Podstawowa”, proveniente da una regione della Polonia che si affaccia sul Mar Baltico, che presenterà prodotti dell’artigianato locale caratterizzati dalla pittura di fiori molto piccoli.

Senza dimenticare che, come detto, dietro ci sono uomini e non macchine poste in un ideale industriale. Le industrie, le banche e le “relazioni” trasversali sono un’altra cosa: e quelle è meglio lasciarle stare.

Antonio Torrisi

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