TREMESTIERI ETNEO – Dolcetto o scherzetto? E, stando ai fatti, di dolce non c’è nulla, almeno a Tremestieri. A quasi quattro mesi dalla fine delle “ostilità”, torna in primo piano lo scontro che vede fronteggiarsi il neosindaco del paese Etneo, Santi Rando, e Sebastiano Di Stefano. concorrente alle ultime elezioni amministrative. Tuttavia, non è di voti che si parla. Né di strade, infrastrutture o decreti: si parla di iris.

E no, non è uno “scherzo”. Come da tradizione, infatti, durante il periodo autunnale, il “paese dormitorio” si risveglia dal lungo sonno, aprendo porte e “ponti levatoi” a turisti e visitatori interessati alla partecipazione della famosa “Sagra dell’Iris”. O, almeno, così è stato fino a due anni fa: la scorsa edizione, infatti, è saltata per motivi amministrativi, lasciando un retrogusto amaro ai tanti che già pregustavano un dolce caldo e un po’ di sano divertimento. E quest’anno le cose, se si può, sono pure peggiorate.

Vuoi le elezioni, vuoi il primo freddo dell’anno, Tremestieri è ripiombata nel caos. Perché? Perché la manifestazione non si farà. O meglio: si farà, ma con un’altra formula. C’è, e non c’è. E i cittadini sono confusi, così come gli iris, metà alla crema, e metà cioccolato. 

La sagra, nata nel 2003 da un’idea di Sebastiano Di Stefano e tenuta annualmente tra il 30 Ottobre e il 2 Novembre, infatti, migrerà altrove, lasciando il posto alla nuova “Festa dell’Iris e dell’Arancino”, promossa da un’associazione esterna, con il sostegno dell’amministrazione Rando. E, neanche a dirlo, ecco che nascono le polemiche, come se non bastassero le scuole allagate o le strade ai limiti dell’impraticabilità.

“Sembra esser giunto il momento di far chiarezza su una situazione che riguarda il paese etneo, ma soprattutto i cittadini tremestieresi. Dal 2003 ad oggi, Tremestieri Etneo ha riscontrato una crescita sociale e turistica grazie all’ormai nota “Sagra dell’Iris e dell’Artigianato”, evento che annualmente, nel periodo autunnale, esattamente in concomitanza della commemorazione dei defunti, richiama a Tremestieri un numero elevatissimo di turisti e visitatori”, spiega Di Stefano.

“Dopo lo spiacevole imprevisto dell’ultima edizione, saltata per motivi amministrativi, la macchina organizzativa, rappresentata dalle Acli, associazione della quale sono rappresentate legale, ha comunque deciso di non arrendersi, presentando la consueta richiesta all’attuale amministrazione Rando, la quale, in principio sembrava disponibile alla collaborazione fra il team della Sagra e altre richieste pervenute da associazioni esterne al territorio”, ha continuato.

“Nei giorni a seguire invece, si sono svolte due riunioni (come da verbale prodotto) che hanno visto, seduti al tavolo di lavoro, tutte le parti interessate: ciò che ne è derivato è stato un braccio di ferro senza vincitori ne vinti. Alla proposta dell’Amministrazione comunale di cambiare il nome dell’ormai decennale manifestazione, Di Stefano – ideatore della Sagra – dice “no, grazie” cercando di tutelare gli interessi della manifestazione. Non siamo d’accordo – prosegue Di Stefano – a nostro parere, bisogna preservare l’identità di un evento ormai storico mantenendone finanche il nome. Cosa costa? Vogliamo tutelare un marchio che, oltre ad essere divenuto ormai “tradizionale”, nonché registrato e coperto da Copyright, rappresenta il frutto di anni di duro lavoro. L’evento è conosciuto in tutta Italia, da ultimo anche grazie alla rivista Etna Walking Rural distribuita ad EXPO 2015 e promossa dalla Regione Siciliana e da Federal Alberghi Sicilia. Riteniamo opportuno procedere per la nostra strada non potendo accettare un compromesso come la modifica del nome della “Sagra dell’Iris e dell’Artigianato” assumendoci naturalmente il rischio di una nuova sfida, organizzando l’undicesima edizione dell’iniziativa nel paese di Pedara, grazie anche al contributo del Sindaco Antonio Fallica, che non si è tirato indietro aprendoci le porte del suo Comune”, ha affermato, precisando che la scelta di migrare altrove sia stata presa solo dopo l’ultima decisione dell’amministrazione Rando.

“Siamo amareggiati dell’accaduto, il nostro entusiasmo e la voglia di fare per il nostro paese continua e speriamo che in futuro si scelga di tutelare l’ interesse dello stesso come obiettivo primario e fondamentale”, ha concluso.

Dura la risposta del sindaco, Santi Rando: “La festa dell’iris e dell’arancino rappresenta il secondo evento, dopo “Tremestieri a Km Zero”, organizzato dall’amministrazione comunale, nell’ottica di un risveglio oltre che amministrativo anche sociale di un paese che sta rispondendo con spirito e partecipazione alle nuove proposte civiche. L’obiettivo è quello di includere, ampliare, fare partecipare chiunque in paese abbia qualcosa da proporre, nonché quello di moltiplicare le forze per il bene del nostro territorio”, ha spiegato.

“Il processo di creazione dell’evento è stato molto semplice e lo si può evincere dagli atti e dai verbali facilmente riscontrabili sul sito del Comune. L’amministrazione ha ricevuto diverse proposte in merito ad un evento a cavallo delle festività dei morti, provando a mediare e a far conciliare le esigenze e le volontà di tutte le parti. Delle tre associazioni che hanno preso parte alla riunione nelle aule del Comune, una era la promotrice della Sagra dell’Iris degli scorsi anni, per cui a maggior ragione le si è concesso spazio di proposta ed espressione”, aggiunge Rando. “La mediazione non è però andata a buon fine, allorché proprio questa associazione ha imposto alcune clausole che paradossalmente penalizzavano il comune stesso. Stando alle condizioni proposte dalla suddetta associazione, al Comune non sarebbero state garantite le canoniche condizioni economiche, prassi nel rapporto tra privato e pubblico durante la collaborazione per l’organizzazione di eventi. Ci piacerebbe promuovere iniziative anche molto onerose, ma non è questo il momento di farlo. Come se ciò non bastasse, l’associazione in questione non ha accettato di condividere l’organizzazione e il conseguente allargamento dell’iniziativa anche ad altre realtà, chiudendosi a riccio sulle proprie posizioni”, punge. 

“Nel pieno delle proprie facoltà, il Comune ha quindi in totale libertà e nei soli interessi della comunità deciso di organizzare una grande festa, seppur senza quella associazione, proseguendo nell’estensione della stessa, moltiplicando attrazioni e attività previste. Il fatto che in concomitanza l’associazione che non abbia accettato di collaborare con il comune e che stia organizzando una sagra concorrente in altra sede dimostra che gli impedimenti non erano affatto di tipo amministrativo, quanto esclusivamente di tipo politico, se non di altra natura”, dichiara Rando, criticando aspramente la decisione di spostare la manifestazione a Pedara.

“Tutelare gli interessi di una comunità vuol dire fare più del possibile perché tutti prendano parte alla vita del paese e agli eventi pubblici, e che tutti possano esprimere le proprie capacità di tipo commerciale, ricavandone i giusti meriti anche dal punto di vista economico. Significa trovare le condizioni migliori per la crescita di una comunità. Ci auguriamo pertanto che la cittadinanza scelga la sagra del paese, valorizzando le realtà locali, che nulla hanno da invidiare a quelle di altri comuni, e non si faccia ingannare da manovre politiche che nulla hanno a che vedere con il bene, la salute e il futuro di Tremestieri”, conclude, lanciando un appello agli abitanti.

Finisce qui? No, perché tempestiva e rumorosa è stata la reazione dei cittadini che, sui social, hanno creato due fazioni opposte, scagliandosi l’uno contro l’altro. Ed è qui che dal dolce si passa all’amaro: quello lasciato in bocca da una polemica che i tremestieresi avrebbero voluto non vivere, preferendole un iris caldo, alla crema o alla ricotta, in famiglia, nel pieno spirito di una festa. Come realmente dovrebbe essere.

Antonio Torrisi

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