Katya Maugeri

TAORMINA – A Taormina, durante la kermesse letteraria Taobuk, l’ex ministro Giulio Tremonti è intervenuto ieri nella conferenza “Il tramonto dell’Occidente e la sfida delle libertà”, offrendo la sua lettura degli scenari presenti tra un Occidente che non riesce ad assumere una forte identità internazionale e un sistema in cui il valore delle libertà e la capacità di scommettersi è ancora marginale.

Il Pil resta quasi fermo, è costretto ad ammetterlo anche il presidente del consiglio Matteo Renzi.  Questo dato conferma che non si può ancora parlare di ripresa, nonostante il tenore di certe ottimistiche dichiarazioni?

«Per il principio di identità zero è uguale a zero, quindi le prospettive non sono incoraggianti, tutt’altro:  non ci sono i consumi, non c’è la produzione, soprattutto i soldi che hai in banca, i tuoi risparmi,  non rendono più niente, anzi sono un costo e si rischia che qualcuno li faccia sparire.  Questo deprime tutto: se il Pil non va bene, non va bene neanche Renzi perché Renzi si è identificato nel Pil, convinto che tutto potesse andare bene così che andando bene il Pil sarebbe andato bene anche lui. Adesso che il Pil è fermo, sembra che non dica che è colpa sua. Ha fatto un gravissimo errore, ma purtroppo i sacrifici gravano su tutti».

A Catania Renzi ha annunciato che porterà sei miliardi di euro in investimenti per rilanciare la Sicilia. È un’operazione pre referendum o un intervento concreto per il Sud?

«È stata superata la “modica quantità” delle bugie e delle promesse false Se guardiamo il bilancio dello Stato per il Sud c’è meno di un miliardo, mentre il premier va in giro e firma i patti e promette cifre inesistenti.  In realtà nel bilancio di Renzi per il Sud c’è meno di un miliardo. E allora, può bastare secondo voi?»

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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