CATANIA – La Corte d’appello di Catania, II sez. Pen, all’udienza del 30.06 ha confermato la sentenza di condanna per diffamazione a 20150701_111108_resizedmezzo stampa emessa in primo grado dal giudice S. Mirabella nei confronti di Concita di Gregorio e Claudia Fusani,rispettivamente ex direttore e giornalista de l’Unità.

La vicenda nasce a seguito della rivolta di Rosarno degli immigrati impiegati nella raccolta agrumicola, a seguito di quei fatti la digos di Palmi eseguì nell’aprile 2010 un ordinanza restrittiva nei confronti di numerosi soggetti indagati a vario titolo di sfruttamento dell’immigrazione clandestina.

Tra questi fu destinataria della misura degli arresti domiciliari la Sig.ra Mangano Maria, ripostese, assistita dall’avv. Dario Fina, che all’indomani dell’esecuzione della misura trovò la propria fotografia con le manette ai polsi pubblicata in prima pagina su l’Unità con a fianco il titolo “Schiavisti per bene’.

All’interno del tabloid un articolo della Fusani riprendeva alcuni stralci di intercettazione cambiando però il significato di alcune parole.
L’aspetto che ha fatto scattare la diffamazione è stato l’avere pubblicato foto e interpolato il senso delle frasi riguardo solo alla Mangano (che successivamente il tribunale della libertà scarcerò) rispetto invece ad altri soggetti verso cui fu eseguita la misura della custodia cautelare in carcere.

La competenza del autorità giudiziaria catanese derivò dal fatto che l’Unità veniva stampata anche a Catania..

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