di Anna Rita Fontana
Si è brillantemente conclusa, fra applausi scroscianti, standing ovation e la richiesta di tre bis, la 29ma edizione del blasonato Festival Internazionale della Musica di Macao in Cina, il cui protagonista  è stato il Coro Lirico Siciliano diretto da Francesco Costa, fondatore dell’ensemble nel 2008. Il concerto lirico corale, tenutosi lo scorso ottobre in una Chiesa straripante, ha confermato lo spessore artistico di una compagine che  diffonde ad altissimi livelli il nome della Sicilia nel mondo. L’esibizione, supportata dal validissimo accompagnamento pianistico del maestro siciliano Roberto Moretti, e trasmessa in diretta dalla Televisione Cinese, ha posto in rilievo le affinate qualità vocali dell’ensemble, come si è potuto evincere dalla prima esecuzione mondiale della Missa Brevis Sanctae Caeciliae, composta da Francesco Costa per la prestigiosa occasione.CORO IN CINA LOCANDINA

Si è trattato di un gradito omaggio al Presidente dell’Ufficio degli Affari Culturali del Governo di Macao, Ung Vai Meng, nonchè al direttore ad interim dell’Ufficio del Turismo, Tse Heng Sai, al Vice-Presidente dell’ufficio Affari Culturali  Leung  Hio Ming, al Direttore artistico LuJia. Il folto pubblico intervenuto, tra musicologi ed esperti, ha di gran lunga apprezzato la composizione musicale di Costa, per soli, coro e pianoforte concertante, sulla base del tema gregoriano dell’antifona “Cantantibus Organis”, tratta dai Vespri in onore di Santa Cecilia. Il coro ne ha reso il pathos che pervade i cinque movimenti con ricchezza espressiva, facendo emergere il valore delle voci solistiche, ovvero il particolare registro di sopranista nel terzo movimento dell’Offertorium riletto da Alberto Munafò , compenetratosi insieme agli altri interpreti, quali Giulia Mazzara, Miriam Carsana, Antonella Arena, Antonella Leotta, Daniela Calcamo e Daniele Cannavò.

Un’esecuzione dal porgere duttile, che ha raggiunto livelli magistrali anche nel convergere il virtuosismo tecnico a fini espressivi, attraverso i cinque movimenti della composizione ( Introitus, Kyrie Eleison, Offertorium, Sanctus, Agnus Dei) basati sulla elaborazione motivica dell’Antifona gregoriana suddetta, tra armonie arcaizzanti d’ispirazione modale, con contrasti ritmici tra la componente vocale e quella strumentale. Il concerto è poi proseguito con l’esecuzione dello Stabat Mater di Giuseppe Verdi,  distintasi per le scelte dinamiche e agogiche, che valorizzavano la composizione del maestro di Busseto immergendo lo spettatore in una dimensione di grande intimismo spirituale.

Il nutrito programma si completava col Te Deum in do maggiore di Vincenzo Bellini, l’impervia fuga finale dello Stabat Mater , nonchè l’imponente scena corale di Mosè in Egitto ( entrambi di Gioachino Rossini), quest’ultima con un quartetto vocale d’eccezione composto da Susanna La Fiura, Serena Cravana, Alberto Munafò e Gianluca Failla; e altresì con pagine altrettanto apprezzate, quali il finale dal secondo atto de La forza del destino, reso nella  sua spiritualità da Riccardo Bosco e Gonca Dogan; il pucciniano Te Deum dall’opera Tosca, nel superbo ruolo di Salvo Di Salvo ,e la grande scena corale da Cavalleria rusticana  di Pietro Mascagni, con la voce solista di Giovanna Collica. Un vero e proprio evento, che accredita sempre più il nome del Coro Lirico Siciliano e la sua terra nel mondo.
A. R. F.

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