L’assessore al Welfare del Comune di Catania oggi a Palermo incontrerà i responsabili regionali della Salute e della Famiglia per parlare della sorte dei 171 pazienti psichiatrici. Il rischio che le casse comunali  debbano  pagare rette per 11 milioni

L’immediata sospensione del provvedimento che porterebbe alle dimissioni entro cinque giorni dei pazienti psichiatrici delle Comunità terapeutiche assistite che hanno superato i 72 mesi di degenza è stata chiesta, all’assessore regionale Lucia Borsellino dall’assessore al Welfare del Comune di Catania Fiorentino Trojano che oggi a Palermo incontrerà sia la responsabile dell’Assessorato alla Salute sia quello della Famiglia,  Giuseppe Bruno.

 «L’assessore alla Salute – ha spiegato Trojano – ha firmato un decreto in base al quale l’Asp è costretta a dimettere questi pazienti, che nella sola città di Catania sono 171. Ciò significa che, se non dovessero essere dimessi, a farsi carico della degenza dovrebbe essere il Comune di Catania, con una spesa per le rette di oltre undici milioni di euro. Si tratta di cifre impensabili per un Comune soggetto a un piano di equilibrio finanziario. Ma anche nel caso che fossero dimessi dalle Cta per essere ricoverati in altre strutture sociosanitarie, il Comune dovrebbe pagare comunque cinque milioni di euro. Inoltre questi 171 pazienti sarebbero di fatto deportati, perché, dopo essere vissuti anche trent’anni in una stessa struttura, verrebbero trasferiti senza adeguata preparazione a centinaia di chilometri di distanza o addirittura fuori dalla regione perché in Sicilia le comunità alloggio sono troppo poche.»

Trojano ha ricordato come l’eventualità che si verificasse una crisi di questo genere era stata ipotizzata dal Comune di Catania che, nel settembre del 2013, aveva sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Asp per mettere in piedi un progetto pilota destinato a essere finanziato dagli assessorati regionali alla Salute e alla Famiglia «attuando così un vero percorso di integrazione sociosanitaria.»

Proprio di questi temi parlerà l’assessore Trojano a Palermo sia con Lucia Borsellino, sia con l’assessore alla Famiglia Bruno, per rinnovare la richiesta già fatta all’assessore Ester Bonafede di un tavolo congiunto per far partire il progetto studiato con l’Asp.  Trojano ha spiegato inoltre che la situazione nella provincia di Catania – dove  vi sono circa 500 pazienti che rischiano di dover essere dimessi – è particolarmente grave perché, dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici nel 1978, nei Cta etnei erano stati riversati i pazienti ricoverati in varie zone della Sicilia.

«Il progetto che abbiamo proposto alla Regione – ha concluso Trojano – risolverebbe appunto questa situazione senza creare traumi nei pazienti e senza riversare sui Comuni costi che gli enti non si possono più permettere: la soluzione tecnicamente corretta proposta dall’assessore Borsellino deve insomma tener conto della situazione di questi pazienti.»

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