L’uso di internet è ormai una costante nella vita quotidiana di buona parte degli italiani e, tra i tanti siti disponibili, le reti sociali e i grandi contenitori di filmati la fanno da padroni. Ma in rete si svolgono anche attività più delicate, comprese le transazioni bancarie. Infatti, da anni gli istituti di credito stanno incentivando i clienti a spostare i loro movimenti bancari dal “reale” dei vecchi sportelli al “virtuale” della rete telematica.

Tuttavia, se è vero che l’home banking è più comodo per il cliente e meno costoso per l’istituto di credito rispetto al tradizionale “banco” (da cui la banca prende nome), si tratta di un sistema non privo di rischi.

truffe-onlineNon mancano, infatti, i criminali informatici, pronti a mettere in campo tecniche sofisticate pur di attingere fondi dal conto corrente di qualche malcapitato. Ma i delinquenti informatici non sempre vengono identificati e, anche se individuati e puniti, potrebbero non essere in condizione di risarcire le loro vittime. Diventa, quindi, fondamentale sapere se la banca debba risarcire il cliente, danneggiato a causa dell’aggiramento dei suoi apparati di sicurezza.

Una risposta favorevole al risarcimento arriva dal Tribunale di Milano, con una sentenza del dicembre scorso. Infatti per i giudici milanesi, la gestione dell’home banking deve intendersi come attività pericolosa. Di conseguenza la banca, di fronte a un prelievo abusivo dal conto corrente di un cliente, deve dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno. In concreto, solo eventi davvero eccezionali o comportamenti grossolanamente imprudenti da parte del cliente possono escludere la responsabilità della banca. In tutti gli altri casi, il cliente dev’essere risarcito.

D’altra parte, con un pizzico di campanilismo siciliano, possiamo ricordare che il Tribunale di Siracusa era arrivato a conclusioni analoghe già nel 2012, anticipando ampiamente le decisioni del Tribunale milanese, spesso all’avanguardia nell’affrontare i problemi derivanti dai mutamenti sociali.

Le decisioni dei Tribunali italiani rappresentano, quindi, una sicurezza in più per tutti gli utenti della rete, nella speranza che queste brutte esperienze non ci capitino mai.

A proposito dell'autore

Avvocato in Catania

Giuseppe Auletta, è nato a Catania il 25 maggio 1983. Dopo studi classici presso il Liceo “M. Cutelli”, nel 2006 consegue la laurea triennale in Scienze Giuridiche presso l’Università di Catania, con voti 110/110 e la lode. Nel 2008, sempre a Catania, consegue la Laurea Magistrale in Giurisprudenza con voti 110/110 e la lode. Nel 2013 diviene Dottore di Ricerca presso l’Ateneo catanese all’interno del corso di Dottorato in “Scienza, Tecnologia & Diritto”. Avvocato dal 2011, è iscritto all’Ordine forense di Catania ed esercita la professione con particolare attenzione alle tematiche del diritto civile e del diritto del lavoro. Dal 2013 è componente del Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto “Servizio Cristiano” di Riesi (CL). Sposato con Angela Castiglione.

Post correlati

Scrivi