E la squadra arranca in campionato. Persa la bussola tra un cambio d’allenatore e l’altro. Zamparini: “Io la vittima”.

di Gianluca Virgillito

PALERMO – Un ciclone fortissimo, apparentemente inarrestabile si è abbattuto sul Palermo. Che sia stata per i rosa un’annata travagliata non è una scoperta di questi ultimi giorni: tra un avvicendamento e l’altro, Zamparini ha superato qualsiasi record (sicuramente detenuto dallo stesso imprenditore friulano) sconvolgendo di fatto qualunque equilibrio e creando un imbarazzo non indifferente. Tra tecnici attempati, incompetenti e ammutinati (che in questo momento allenano in ritiro Sorrentino e compagni) la vittima è proprio lui: il presidente. Già, perché a suo dire, chi avrebbe mai potuto prevedere che il primo esonero di Iachini avrebbe comportato altri cinque cambi in panchina? Chi avrebbe potuto soltanto immaginare l’epilogo della prima (ennesima) parentesi ballardiniana? Chi non avrebbe preso Novellino per rilanciare la formazione rosanero? Per non parlare poi del mercato di riparazione di gennaio, una piccola rivoluzione tecnica a favore di quale degli allenatori del momento? Ci siamo confusi.

Insomma, la pazienza è la virtù dei forti ma non è certamente quella di Zamparini. E adesso non è più neanche quella dei tifosi, in aperta ostilità, negli ultimi mesi, con la proprietà. Gli ultimi avvenimenti, nel pre partita di Palermo-Lazio, ma anche nel corso della stessa, con alcuni tafferugli che non ci stancheremo mai dire, sono il male più grande del calcio ovunque questi si manifestino rappresentano un segnale molto forte di un disagio da controllare. Ma anche da punire, com’è giusto che sia. Proprio per questo motivo il giudice sportivo ha disposto che la prossima gara casalinga dei siciliani, Palermo-Atalanta del prossimo 20 aprile alle ore 20.45, venga giocata a porte chiuse. “Barbera” vuoto, squadra abbandonata a se stessa da una guida palesemente scellerata e da una tifoseria che pretende maggiore professionalità e rispetto.

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