“Non è più tempo di scherzare. I tifosi hanno bisogno di risposte”.

Mister Turi Distefano commenta per Sj il campionato del Catania, proiettandosi verso la prossima stagione. La piazza rossazzurra vive la tragedia di un biennio disastroso che tocca l’apice con la salvezza in extremis in Serie B. In attesa di una probabile nuova rivoluzione in seno alla società, iniziata con la risoluzione del ds Delli Carri si contano i danni di una gestione che non può di certo vantare risultati incoraggianti.

“Non è più il momento di scherzare – esordisce l’amico Turi Distefano – Mi sembra inutile fare polemiche, ma nel momento in cui si deve valutare una stagione è chiaro che non si può non dire che le cose non sono andate affatto bene. Do al Catania il voto MEDIOCRE, molte cose sono andate male quest’anno. Ci poteva stare la retrocessione dalla Serie A, ma quest’anno è stato un campionato anomalo. La tifoseria pretende chiarezza dal suo presidente, prima di sottoscrivere l’abbonamento ed è ovvio che ogni tifoso abbia grande voglia di abbonarsi, perchè ama profondamente questa squadra.

Abbiamo iniziato la stagione con Pellegrino che è stato subito esonerato, poi Sannino, che aveva cominciato ad inquadrare la situazione, poi ancora Maurizio Pellegrino per concludere infine con Marcolin. Il cambio di rotta, se così può essere definito, è arrivato con l’allontanamento di Ventrone, la cui permanenza in città forse è stata rimandata anche troppo, e l’arrivo del preparatore Neri. Poi una serie di alti e bassi. Qualcuno si è illuso di poter raggiungere i playoff, ma ormai era tardi. Le sconfitte che non ho accettato sono quelle di Brescia e con il Cittadella in casa, non ho visto una squadra motivata e questo mi ha parecchio infastidito. Assurdo che il Catania abbia lottato per la salvezza, purtroppo è andata così. Catania però merita altri palcoscenici, si è abituata alla massima categoria.

Adesso ripartiamo, non dal #ripartiAmo però. Bisogna riorganizzarsi, la cosa importante a mio avviso è ricucire i rapporti società-stampa-tifosi che sono fondamentali. Cosentino rimarrà, non ci interessa il nome ma l’operato degli addetti ai lavori. Il primo scossone societario si è manifestato con l’addio di Delli Carri, che secondo me ha lavorato bene: ha fatto quello che doveva fare, non si capisce il motivo del suo allontanamento. Non sappiamo ancora se arriverà qualcuno al suo posto, si parla di Baiocco ma il suo arrivo come ds mi sembra difficile. Spero comunque che venga, perchè è una figura molto amata da tutti. La rosa sarà certamente ritoccata, bisognerà portare giovani da valorizzare e per questo bisogna avere un grande direttore sportivo. La conferma di Marcolin sulla panchina rossazzurra sembra cosa assai improbabile, anche se io credo che le responsabilità per gli insuccessi della squadra non siano da addebitare al mister, che tra l’altro è da elogiare per aver accettato di venire a Catania in un momento di grande caos. Si parla di Marino, e si tratterebbe di un graditissimo ritorno. Un uomo straordinario, che conosce la piazza e che sa far calcio. Si gioca i playoff con il Vicenza, credo che l’esito di questi sarà determinante per la scelta finale. Un profilo che a me piace molto è quello di Boscaglia, ex allenatore del Trapani. Un allenatore all’avanguardia che credo abbia le carte in regola per far bene. De Zerbi? Non so, tutto dipende dagli obiettivi della società. Di quest’annata salverei giocatori come Calaiò e Rosina, che si son sempre spesi fino al 95′, ma anche Sciaudone e Maniero non mi son dispiaciuti.

La pressione attorno all’ambiente rossazzurro sarà importante, è indubbio, urgono fatti e risposte. C’è un pò di scoramento nell’aria. I tifosi non si deprimano. La delusione è grande ma speriamo che presto tutto vada come deve andare”.

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