Caos, è il termine giusto per definire la situazione del campionato del Catania. Tra cambi in panchina, continui infortuni muscolari, contestazioni nei confronti dell’ad rossazzurro e del preparatore atletico Ventrone, la vigilia della gara contro il Cittadella assume un valore del tutto inaspettato ad inizio stagione. Sulla panchina rossazzurra l’avvicendamento in panchina tra il dimissionario Sannino e Pellegrino ha destato più di una perplessità nel già scontento tifo catanese. La nota lieta (l’unica) in vista della trasferta pre-natalizia è segnata dal rientro tra i convocati di Rolin, Castro e Calello, nella speranza che non siano rientri troppo forzati, e quindi che le loro condizioni non vengano messe nuovamente a rischio. Il match contro i granata di Foscarini arriva dopo il pari interno maturato contro il Brescia in un Massimino avvolto da un silenzio surreale. Analizza con noi il momento rossazzurro mister Turi Distefano:

“Contro il Brescia non ho visto una bella partita, ma ci sta. Il Catania veniva dal trambusto del giorno prima, con le dimissioni di Sannino che hanno sconvolto l’ambiente, anche se una soluzione di questo genere era preventivabile visto che ormai i rapporti si erano rovinati. Il rientro di Pellegrino a poche ore dalla sfida non poteva certamente portare una svolta per quella partita. Questa scelta da parte della società ha destato non poche polemiche, ricordando probabilmente ciò che è successo dopo la terza giornata di campionato. Però sono contro chi critica Maurizio. Lui è un tesserato e come ha dichiarato, potrebbe anche fare il magazziniere per questa società: è il suo lavoro, e la sua scelta va rispettata. Discutere il Pellegrino-allenatore può anche starci, ognuno è libero di dire ciò che vuole, ma criticare l’uomo-Pellegrino è un grave errore. Il Catania, tra le altre cose stava anche portando a casa la vittoria.. Sauro dovrebbe riflettere molto sull’errore commesso, di una gravità assoluta. Maurizio ha detto che con i tifosi sugli spalti il Catania avrebbe vinto, ma io non sono d’accordo con questa affermazione: è vero, i tifosi sono importanti, ma la squadra, composta da professionisti, deve vincere a prescindere dalla loro presenza.

Rispetto la contestazione dei tifosi, hanno il diritto di protestare se non sono contenti. Spero comunque che presto ci siano le condizioni affinchè le parti si riavvicinino. Credo che un filotto positivo possa ricucire i rapporti. Poi non so se il tifo continuerà a protestare finchè non verranno allontanati quelli che a loro dire sono i principali colpevoli di questa profonda crisi che scuote l’ambiente rossazzurro. Io, devo ammetterlo, non nutro molta simpatia verso alcuni elementi, soprattutto stranieri. Preferirei vedere più italiani nel Catania, gente che conosce bene il nostro calcio. Comunque vanno rispettati tutti dal punto di vista umano.

Il Catania oggi è un grosso punto interrogativo. Ricordo quando l’anno scorso Pulvirenti ammise che per lui l’errore più grande fosse stato richiamare Maran: spero che questo non capiti ancora nei confronti di Pellegrino. Bisognerà vedere se il mister siracusano rimarrà sulla panchina anche dopo la sosta, o se sarà chiamato qualche altro allenatore.

La cosa più importante in questo momento è dire le cose per come sono. Essere chiari. Per rispetto della tifoseria soprattutto. Bisogna analizzare bene tutto. La Serie B è difficile, le partite vanno prese tutte con le pinze. Il tempo scorre e bisogna risalire se l’obiettivo è la Serie A. Mi rifiuto comunque di pensare che lo scontro Cittadella-Catania sia da considerare uno scontro salvezza. Ma la superiorità dei rossazzurri va dimostrata sul campo. Questi ragazzi devono lavorare. Io per natura sono ottimista, e spero che con i dovuti accorgimenti a Gennaio si corra ai ripari”.

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