di Elisa Guccione

ROSOLINI – Gente che corre, sarte che stirano e macchinisti pronti a spostare il carrello della telecamera in base alle precise indicazioni del regista è questo il contesto in cui incontriamo l’attore Turi Giuffrida attualmente impegnato sul set italo- argentino “Cor Jesus macum est”. Reduce dal successo cinematografico “La mafia uccide solo d’estate” e prossimamente protagonista di alcune importanti pubblicità per le reti Rai, Mediaset e Sky, tra un caffè e una battuta, approfondiamo parte della sua prolifica carriera e del suo essere profondamente siciliano.10513500_961673710526206_8991200817653643456_n

Ne “La mafia uccide solo d’estate” interpreta Carlo Alberto Dalla Chiesa. Ci racconta quest’esperienza?

“Sono stato felice di lavorare in un film così ben fatto, che racconta la mafia in maniera semplice ed educativa. All’inizio Pif non mi piaceva. Il suo atteggiamento ne “Le Iene” mi sembrava troppo costruito, ma conoscendolo meglio ho imparato ad apprezzarlo come uomo e professionista. “La mafia uccide solo d’estate”, secondo me, è un film da oscar. Se dovesse vincere l’agognato riconoscimento io sarei l’unico attore italiano ad essere insignito da tale onorificenza”.

Andiamo indietro con la memoria ricordando il successo di “Nuovo Cinema Paradiso”. Cosa ricorda di quell’esperienza e soprattutto cos’ha provato quando ha ricevuto la famosa chiamata che le annunciava la candidatura all’Oscar e la successiva vittoria?

(ride)

“I provini si svolgevano al Teatro Angelo Musco. Mi hanno scelto per interpretare il papà di Totò, un personaggio chiave nello sviluppo della storia. Sono un tipo che non lascia trasparire le emozioni. Quando ho saputo delle nomination ed successivamente appreso la vittoria non ho esultato, esteriormente almeno, come avrebbero fatto tutti ma …. nel mio animo godevo come un matto”.10522430_10152704174783132_6546179807806951170_o

In molte scene ha lavorato con attori come Philippe Noiret e Leo Gullotta. Possiamo essere partecipi di qualche momento particolare durante o fuori le riprese?

“Devo essere sincero, all’inizio non credevo nelle infinite potenzialità di questo film. Non ero consapevole del successo planetario che avrebbe potuto riscuotere in così breve tempo. La prima scena è stata girata oltre le quaranta volte, ma ricordo con estremo piacere quando Noiret e Gullotta, quasi in coro, all’inizio della lavorazione del film, mi dissero: “Bravo”. Avevo finito di girare una breve sequenza e ricevere un complimento simile da mostri dello spettacolo di quel calibro mi fa emozionare come se stessi rivivendo oggi quel magico momento”.

Come ha capito che la recitazione sarebbe stata la sua scelta di vita?

“Avevo nove anni e frequentavo il circolo didattico Filippo Corridoni. Cercavano dei bambini che avessero una bella voce per la radio della scuola. Mi scelsero per leggere una poesia. Da quel momento iniziai a fare teatro all’oratorio, più passava il tempo e più ero convinto di voler fare questo mestiere. Cominciai a recitare con compagnie sempre più grosse e mi cimentai anche nell’avanspettacolo. Sono riuscito ad alternare cinema, teatro e televisione riscuotendo dei bei consensi anche all’estero”.30926_123618137665105_6394565_n

Ad esempio in Cina è uno degli attori internazionali più amati … 

(ride)

“Un giorno mi chiama una ragazza dicendomi che sarei stato scelto per una fiction da protagonista in Cina. Chiusi il telefono pensando ad uno scherzo senza dare alcun peso a quella, per me, strampalata chiamata. Passarono pochi giorni e mi arrivò un’altra telefonata, stavolta dalla mia agenzia, che mi proponeva un ruolo di otto pose in una fiction su Borsellino e subito dopo mi richiamò la ragazza della fiction cinese intimandomi di incontrarla immediatamente a piazza Galatea, perché l’occasione era troppo ghiotta. Non credevo a quest’occasione così importante ma per curiosità andai all’appuntamento. Non avevo foto con me e mandammo la mia fototessera. Passò poco tempo e mi arrivò la bozza del contratto in cui una produzione cinese mi scritturava come protagonista in una fiction, “I love Sicily”, di ventinove puntate di un’ora come protagonista”.

Ha trascorso parecchi mesi con i suoi nuovi colleghi dagli occhi a mandorla …

“Oltre quattro mesi. Mi sono trovato meravigliosamente bene, magari con la cucina tipica del luogo non andavo molto d’accordo e spesso mi arrangiavo, quando possibile, cucinando in albergo”.10391888_102050793155173_1494974_n

Catania è invasa dai cinesi. C’è stata qualche manifestazione della comunità cinese verso la sua persona dopo averla vista protagonista della tv cinese?

(ride)

“Un giorno vedo correre un cinese verso di me, che ripeteva a gran voce: “Turi, Turi, Turi … ma sei proprio tu”. Ci fermammo a parlare e mi raccontò che in Cina tutti mi amavano. Avevo già subodorato parte del successo quando mi chiesero di tenere una lectio magistralis a l’Accademia d’Arte Cinematografica di Pechino, ma non ho mai dato molto importanza al grande clamore che si stava creando attorno a me. Mi sono divertito tanto ed è inutile negarlo. La gente faceva la fila per farsi fotografare con me, ero lusingato di tanto affetto. Sono ritornato a Pechino ed ho fatto ben due pubblicità e sono stato a cena con l’ispettore generale della Rai cinese”.

È stato spesso protagonista all’estero anche grazie alle varie associazioni dei siciliani in giro per il mondo. Che emozioni le hanno trasmesso i tanti concittadini trapiantati a Sidney, Buenos Aires o Boston?

“Non ho mai tradito le mie origini e ho curato sempre con grande amore le tradizioni e la storia della mia terra. Quando m’intervistavano all’estero dicevo sempre: “Sicily”. Ho vissuto sempre a stretto contatto con chi ha lasciato qui il suo cuore e si è allontanato per cause contingenti, portando loro un po’ di sole di Sicilia. Amo profondamente la mia terra, però mi dà un enorme fastidio che nessuno valorizzi i nostri talenti. È una vergogna che si venga identificati per la mafia e che i nostri bravi attori devono necessariamente diventare famosi solo andando fuori oppure che i vari amministratori preferiscano inneggiare nei vari festival o manifestazioni attori non siciliani piuttosto che i nostri grandi talenti”.

31033_661053267254920_1876834144_nNel 1978 decide di fare l’attore professionista e abbandonare il lavoro certo, per inseguire i propri sogni. come hanno reagito a casa?

“Male. Mia moglie non ha capito subito le mie esigenze, ma alla fine ha accettato le mie scelte”.

Cinema, Teatro e Televisione. Non si è fatto mancare nulla. C’è qualcosa che ancora desidera fare e non ha fatto?

“Sono famoso all’estero, ho una certa notorietà in Italia ma voglio arrivare alla vetta”.

E qual è la vetta per Turi Giuffrida?

“Nella vita ho fatto tutto quello che sognavo di fare e per questo mi ritengo un uomo fortunato. Non cerco le interviste, non voglio le copertine a tutti i costi. Mi piacerebbe essere apprezzato ogni giorno di più per il mio lavoro. Manca poco, ma devo riuscire ad aggiungere anche questo tassello alla mia carriera”.1404883_779194212107491_1149398016_o

Quali sorprese ci riserverà l’attore Turi Giuffrida?

“Tra poco al Cinema sarà distribuito il film “Ballando il silenzio” di Salvatore Arimatea con Mario Opinato, Marina Suma e Sandra Milo. Lavorerò in “Ricominciamo” per la regia di Tindaro Ragusi a Barcellona Pozzo di Gotto e presto mi vedrete anche invaderò le case delle famiglie con numerosi spot televisivi. Sto preparando anche un altro importante progetto, ma per scaramanzia preferisco non dire nulla”.

Elisa Guccione

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