Giuseppe Fiamingo

 Gli ecomostri di Taormina e Castelmola, ti appaiono sulla sella e sul cocuzzolo del Monte Tauro, quali enormi scatoloni di scarpe, mentre sull’autostrada da Catania, percorri il ponte sopra l’Alcantara. Ultimamente c’è un nuovo arrivato: il mastodontico complesso residenziale, completo di rampa carrabile in cemento armato, sorto, per chissà quale “miracolo” di centuplicazione della cubatura,  al posto di quella che era una modesta pensione, la Minerva. 1_Insomma, a Taormina la speculazione, soprattutto edilizia, la fa da padrona, e non da ieri, ed i risultati sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. Di quello che era un suggestivo villaggio di pescatori e contadini, abbarbicato sulla collina a strapiombo sul mare, per proteggersi dalle invasioni barbaresche ed immortalato nelle famose fotografie del primo novecento di Trupi, Garufi e del solforoso barone Von Gloeden, non è rimasto quasi niente.  Di pittoresco è rimasto il corso Umberto ed i suoi vicoli perpendicolari, tutti a scale. Corso in cui però i bei palazzi in stile gotico-catalano sono eclissati dalle vetrine delle boutique di  lusso, e da cui stanno sfrattando l’ultima libreria della città, la Bucolo, gestita da due imprenditrici, tra cui la vulcanica Antonella Ferrara, ideatrice del Tabouk Festival.  A partire dagli anni settanta, a  Taormina e Castelmola, gli speculatori, coll’incredibile beneplacito delle autorità locali, sono invece riusciti ad abbarbicare alla collina spropositati complessi residenziali, sfidando persino le leggi di gravità. Mario Bolognari, prima che fosse eletto sindaco di Taormina, nella prefazione del 1992 al bellissimo libro di Toto Roccuzzo Taormina, l’isola nel cielo ne parla sconsolato in questo modo: “Poi venne il tempo del turismo d’estate. Il mare si trasformò lentamente in fogna, il silenzio in fracasso, il fabbro in appaltatore, gli amanti in nemici”. Ed ancora a proposito dei taorminesi: “questi fantasmi viventi che avevano costruito e stanno distruggendo quel luogo”.

Insomma, viene da chiedersi se vi sia mai stata per Taormina una riflessione da parte delle preposte autorità, politiche e tecniche, su un modello di sviluppo sostenibile, sia urbanistico che turistico, per quella che fu perla del Mediterraneo, una delle mete del Grand Tour nell’Ottocento, ma che oggi ci appare come una località turistica deturpata dalla pressione antropica, mèta, anche a causa dell’esosità dei prezzi praticati, di un turismo giornaliero, mordi e fuggi, che niente lascia, se non il degrado sul territorio e sulla baia. Se poi una sera d’estate, hai la fortuna di aver un biglietto per un concerto nel suggestivo scenario del Teatro greco di Taormina, dopo lunga attesa per assicurarti un posto negli esosissimi parcheggi di Porta Catania o Lumbi,  ti capiterà sicuramente, nonostante i divieti di riprese e foto (puntualmente accolti da risate corali…), di essere disturbato dalla raffica di flash dello pseudo fotoamatore che ti sta dietro o dalle chiacchiere dei vicini che si devono raccontare proprio in questa occasione  gli ultimi avvenimenti.
Ed a niente varranno le tue garbate proteste…i maleducati sono qui ormai degli habitué, pervicaci ed a legioni.

Eppure in Sicilia un altro turismo, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e della cultura è possibile!

Prova ne è l’esempio del ridente borgo dei Nebrodi, Montalbano Elicona. Qui ritrovi un villaggio in cui si avverte il coinvolgimento dei cittadini a mantenerlo autentico,  pulito ed ordinato e persino a gareggiare tra loro riguardo ai balconi o ai cortili fioriti. Montalbano Elicona fa parte dei “borghi più belli d’Italia ” e nel 2015 è stato proclamato Borgo dei borghi italiani , entrando nell’esclusivo circolo dei 90 più bei borghi medievali italiani. Dall’ottenimento di questo riconoscimento, Montalbano ha iniziato ad attrarre un turismo sostenibile, che apprezza le qualità di un ambiente e di una cultura preservate. A Montalbano la principale attrazione è l’imponente castello del XII secolo, dimora regia nel periodo aragonese, perfettamente conservato, ma quella che ti affascina é l’atmosfera, di calma serenità. 2_Nei dintorni di Montalbano puoi passeggiare nei verdissimi ed ombrosi Nebrodi, tra i Menhir della Stonhege siciliana, nell’Altipiano dell’Argimusco o alla ricerca delle numerose Tholos, antichi ricoveri in pietra per i pastori. Peccato che molte delle vette in questa zona siano infestate da impianti eolici che ne deturpano il paesaggio e rompono l’incantesimo del silenzio. Per tutelare la qualità del paesaggio e dell’ambiente in Sicilia, senza abdicare minimamente alla produzione di energia eolica, sarebbe opportuno confinare i parchi eolici in “off shore”, a 10 chilometri dalla costa, dove non le vedi né le senti, come nei saggi Paesi del Nord Europa, gelosi e protettivi del loro ambiente naturale.
Ma forse questo sarebbe chiedere troppo ai politici ed amministratori isolani.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi