ROMAMontecitorio ha ospitato ieri storie imprenditoriali di successo legate alla tecnologia e al digitale. Tra i professionisti scelti per raccontare i propri progetti c’è anche il Ceo di Sicilying. «Il turismo? – dice – Non esistono normative sui tour operator che lavorano online»

I lavoratori della Rete alla Camera dei deputati per interrogare la politica. È il sottotitolo dell’appuntamento Wwworkers 2016 che si è tenuto ieri a Montecitorio e al quale ha partecipato, per raccontare la sua storia di successo, anche il giovane imprenditore etneo Carmelo Indelicato. Con il racconto di una sfida: quella di Sicilying, il primo tour operator online interamente dedicato alla Sicilia e fatto da siciliani. «Quale quesito ho posto alla politica italiana? Sicuramente cosa intende fare per aiutare il territorio a sfruttare il turismo da un punto di vista digitale».

L’appuntamento era fissato per le 14 di ieri, in sala Aldo Moro. Alla presenza, tra gli altri, dell’onorevole Luigi Di Maio (vicepresidente della Camera dei deputati), di John R. Phillips (ambasciatore degli Stati Uniti d’America), dell’onorevole Aldo Palmieri (referente dell’Intergruppo Parlamentare Innovazione) e di Riccardo Luna (presidente dell’associazione Digital champion Italia). Un elenco di personalità d’eccezione davanti alle quali Indelicato ha raccontato un’esperienza d’innovazione che parte da Catania ma si proietta sul panorama nazionale.

«Tutto quello che siamo riusciti a costruire, la nostra credibilità con gli operatori del settore turistico in Sicilia e all’estero e i nostri successi, sono il frutto di un costante investimento sulla comunicazione e sul digitale», spiega Carmelo Indelicato, 35enne CEO di Sicilying. Un’impresa che basa il suo lavoro sull’offerta di attività destinate ai turisti da svolgersi in tutta la Sicilia. «Oltre alle questioni che stanno a cuore a tutti, come la tutela dei Beni storici, archeologici e culturali, nel settore del turismo in Italia ci sono ancora tantissimi spazi inesplorati».

Il riferimento è all’uso del digitale in modo realmente innovativo. Oltre alla semplice tecnologia all’avanguardia e agli investimenti, anche importanti, sul marketing territoriale. «Sarebbe necessario, intanto, capire di cosa c’è necessità oggi e ogni giorno. Bisognerebbe riuscire a definire una normativa per i tour operator online, che non imponga uffici su strada per fare la cosiddetta “Vendita al banco”. In fondo, noi che facciamo questo mestiere sappiamo che ogni interazione con i turisti avviene tramite un motore di e-commerce o qualche email». A mancare, secondo Indelicato, sono gli incentivi per chi investe nel turismo digitale. «Un esempio potrebbero essere gli aiuti fiscali per chi sposa, in tutta la sua attività, la linea della trasparenza e della tracciabilità».

«Il nostro progetto – sostiene Indelicato – per funzionare ha anche bisogno dell’apporto del governo e di una legislazione più snella sul tema, guardando anche ai successi che si registrano all’estero». «In Italia – conclude l’imprenditore catanese – il turismo rappresenta il 10% del prodotto interno lordo (Pil), eppure la maggior parte delle transazioni online sono frutto di intermediazione di operatori esteri. Snellire i processi e investire nelle startup digitali, in Italia, può rappresentare un piccolo ma importante tassello per la ripresa economica».

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