Dicono tutti che la Sicilia dovrebbe vivere di turismo, eppure solo tre aeroporti siciliani sono presenti nelle prime 10 posizioni delle località preferite dagli utenti Italiani sul motore di ricerca Edreams (http://www.edreams.it/tendenze-viaggi/). Era ironica, ovviamente. E fa sicuramente piacere vedere Catania al primo posto, Palermo al terzo e Trapani in decima posizione. Sicilying e Siciliajournal ci credono e lo vogliono dimostrare.

Per tutta l’estate vi accompagneremo con una nuova rubrica sul turismo, visibile sul nostro giornale dove, ogni settimana, potrete scoprire le migliori esperienze da vivere in Sicilia sia come turisti che come locali.

Sicilying.com (http://www.sicilying.com/) ha cominciato a proporre “cose da fare in Sicilia”. Abbiamo iniziato ad andare al di là della visita turista, per pensare a un programma completo. Abbiamo convinto i siciliani ad aprire le porte di casa loro per fare gli home restaurant, abbiamo sperimentato dei percorsi in bicicletta (http://www.sicilying.com/natura/tour-in-bici/bike-dalla-montagna-al-mare-683) che dalla sommità dell’Etna arrivano fino alle nostre coste rocciose e dei tour che ti permettono di scoprire le bellezze delle nostre città e nello stesso tempo assaporare le loro tradizioni di Street Food (http://www.sicilying.com/arte-e-cultura/tour-1-giorno/Street-Food-Tour-gastronomico-di-Catania-657) . Abbiamo iniziato a lavorare con AddioPizzo Travel, che si occupa di proporre un nuovo modo di fare turismo: sostenibile, legalitario, impegnato. Perché crediamo fermamente che sia questo ciò di cui la Sicilia ha bisogno.

Siciliajournal.it da sempre è attenta alla promozione della nostra regione, nelle sue proposte artistiche, culturali, ambientale, promuovendo la ricchezza della Sicilia.

“Stiamo provando a rivoluzionare il modo di fare marketing territoriale in Sicilia” afferma Carmelo Indelicato, 35 anni, e dal 2012 sono il Ceo di Sicilying. “Siamo” continua ”un tour operator e un marketplace di esperienze. La nostra convinzione, quella che ci fa andare avanti ogni giorno, è che i turisti non sappiano ancora abbastanza di questa terra. Conoscono il sole, conoscono il mare, ma la Sicilia non è ancora un brand.”

“Io e i miei soci — Giuseppe, Giacomo e Vincenzo — abbiamo fatto il percorso che, di solito, sentiamo fare al contrario. Abbiamo lasciato i nostri lavori in altri posti d’Italia e siamo tornati nella nostra Isola, per fare impresa in Sicilia. Adesso abbiamo un team di persone che lavorano con noi, un mondo nuovo di possibilità. La prossima sfida è destagionalizzare il turismo, spiegare che qui da noi c’è tanto da fare anche quando il sole e le granite sono lontane.”

“Abbiamo condiviso le nostre esperienze, abbiamo messo online le nostre conoscenze. Abbiamo imparato che la Rete serve a fare rete, a metterci in contatto con realtà straordinarie che non vediamo l’ora di promuovere. Stanno nascendo aziende agricole gestite da giovani imprenditori, ragazzi della mia età che si mettono a produrre vino in modo innovativo, che fanno prodotti caseari coniugando l’innovazione tecnologica con la tradizione.”

“La strada è tracciata e noi la stiamo seguendo. Perché, quando ci chiediamo qual è il futuro che vogliamo vivere, la risposta che ci diamo è questa: sostenibile e glocal. Cioè iperlocale, ma con gli occhi che guardano al mondo. Una promozione turistica che sia insieme narrativa e innovativa. Abbiamo costruito un bagaglio di esperienze e lo mettiamo al servizio del nostro territorio. E se per ora è “solo” Sicilying, chissà: domani potrebbe diventare Italying. Perché limitarsi a “fare Sicilia” quando possiamo riuscire a “fare Italia”?”

 

 

 

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