Katya Maugeri

La brezza indimenticabile del Mediterraneo, i racconti di grandi scrittori, i panorami mozzafiato, equilibrio tra bellezza e avventura: la Sicilia ha un fascino ammaliante al quale è impossibile resistere. Luoghi che narrano storie immortali avvolti da paesaggi, che come delle istantanee colpiscono ed emozionano i visitatori, tornare indietro di qualche millennio e immaginare di assistere a una battaglia tra cartaginesi e siracusani. Fu una delle più floride colonie fenicie d’occidente e divenne per la favorevole posizione geografica al centro del Mediterraneo, oggetto di interesse da parte di greci e cartaginesi in lotta per il predominio della Sicilia.

Lauriga-di-Mozia-in-mostra-al-British-Museum-di-Londra_01È quello che offre l’isola di Mothia: incantevole oasi naturalistica, isolotto posto tra Trapani e Marsala ed appartenente a quest’ultima, situata all’interno di un sublime mare, fondata dai Fenici intorno agli ultimi decenni dell’VIII sec. a.C., sull’isola poi detta di San Pantaleo.
Un tempo era possibile raggiungerla con un carretto che proseguiva su una strada artificiale e collegava l’isola con il promontorio di Birgi sulla terraferma, oggi la strada è conservata a tratti ed è sommersa per l’innalzamento del livello del mare quindi un battello, ogni 30 minuti, va e torna dall’isola e la traversata è di soli 5 minuti.  A Giuseppe Whitaker  va il merito della riscoperta del patrimonio dell’isola che nel XIX secolo avviò i primi scavi archeologici, a rendere prezioso il piccolo museo, dal 1979,ristrutturato e ampliato nel 2001, e che lo ha reso famoso in tutto il mondo è la statua dell’Auriga di Mozia, situata di fronte l’ingresso, che un tempo era il cortile di casa Whitaker: un’opera talmente bella che, in occasione delle Olimpiadi di Londra, è stata esposta nella sala del Partendone del British Museum e sostituita dall’Apollo Stangford, proveniente dallo stesso museo londinese quale scambio culturale. Oggi la Fondazione Whitaker offre ai visitatori di lasciarsi sorprendere dai colori, dalle sfumature dei colori al tramonto facendo un salto in un passato affascinante, immerso in una natura sempre affascinante, dai profumi intensi, tipici della Sicilia.
Per raggiungere Mothia vi è un apposito servizio più volte al giorno che parte dall’apposito imbarcadero in C/da Spagnola a Marsala.
Casa dei mosaiciL’area archeologica offre ai viaggiatori delle tappe interessanti, quali la Casa dei mosaici, abitazione greca costruita su fondamenta fenicie, la “casermetta”struttura militare esterna alla cinta muraria e seguono i resti della Porta sud, si può ammirare il Kothon, vasca d’acqua dolce legata ai riti che si svolgevano nel tempio. Sulla costa settentrionale si trova, inoltre, il Tofet, area sacra dedicata al dio Baal Hammon, la necropoli e nelle vicinanze il santuario fenicio-punico di Cappiddazzu, verso nord si giunge alla Porta nord che costituiva il collegamento tra l’asse stradale interno e la strada marina.

Impossibile non lasciarsi incantare dalla suggestiva Riserva Naturale Orientata dello Stagnone che si estende, entro il territorio di Marsala, che va da capo Lylibeo a San Teodoro, e comprende tutta la laguna delimitata dal mare aperto dall’isola Grande o Longa, con tre isolette nel suo interno, Mothia, Santa Maria e Schola. Si tratta della più grande laguna della Sicilia. Nell’area costiera si trovano diverse scuole di windsurf, kitesurf, canoa e vela, che costituiscono un forte richiamo per un turismo sportivo giovanile. Nelle acque dello Stagnone si praticano anche attività di pescaturismo: uno specchio d’acqua, dall’elevata salinità, che d’estate mantiene una temperatura piacevolmente calda, insolite per altre zone del territorio. Uno scenario delizioso: la strada, proprio accanto all’acqua suggerisce delle piacevoli passeggiate in bicicletta, o in auto, per ammirare le isole tutte l’una accanto all’altra, le saline con i loro mulini a vento.
L’equilibrio perfetto tra storia e natura, fusione di paesaggi unici e antichità da riscoprire tra i sapori e gli odori di una Sicilia senza tempo.

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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