Turismo: L’universo Etna passo dopo passo

Katya Maugeri

ETNA- L’estate non è sempre e solo sinonimo di spiaggia, di sabbie bianche e dell’odore inebriante della salsedine, esistono paesaggi incontaminati da scoprire, vedute mozzafiato da ammirare in luoghi che da sempre rappresentano il cuore della Sicilia. L’amata Etna. Colei che affascina e regala emozioni indescrivibili. L’odore di ginestra – dal colore giallo-oro ammaliante – , la pietra lavica e il vento che sembra quasi raccontare leggende ormai dimenticate.
Per coloro che scelgono delle mete alternative a quelle balneari, sono numerosi e affascinanti i sentieri che offre il meraviglioso vulcano, uno dei più apprezzati del Parco dell’Etna è Monte Nero degli Zappini, a pochi passi dai crateri sommitali che offre aspetti vulcanologi e vegetazioni caratteristiche del luogo. Lungo circa 4 chilometri, il sentiero parte dal pianoro ad ovest di Monte Vetore, nei pressi del Grande Albergo in località Piano Vetore, nel Comune di Ragalna e facilmente raggiungibile da Nicolosi. Appena lasciata la strada asfaltata, si imbocca un’evidente carrareccia, che conduce all’interno dell’area protetta. Il sentiero è composto da 11 punti di osservazione ben segnalati dai”pilieri” di pietra lavica che ne descrivono anche le specifiche caratteristiche, durante il percorso si potranno osservare formazioni boschive naturali e artificiali , diversi tipi di colate laviche antiche e recenti, hornitos, pini isolati di eccezionale bellezza.
giardino botanico Nuova Gussonea_Tra i vari punti di osservazione troviamo le sciare dello Zappino, delle colate laviche di epoche differenti, con insediamenti vegetali di diverse specie. Si incontreranno, infatti, la ginestra dell’Etna, pioppi, spino santo e il ginepro. Da qui in direzione nord è possibile osservare Monte Nero degli Zappini. Un altro affascinante punto di osservazione è caratterizzato dalla Pietra cannone, un ammasso lavico cavo, creatosi in seguito al raffreddamento della lava attorno ad un tronco. Durante l’escursione sarà possibile visitare la Grotta di Santa Barbara, antica tacca della neve dove un tempo, veniva conservata la neve per poi essere trasportata a valle durante l’estate. Proseguendo si giungerà in prossimità del giardino botanico Nuova Gussonea, realizzato dall’Università degli studi e dall’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Catania, importantissimo luogo di studio dove si stanno ricreando tutti  principali ambienti che caratterizzano il territorio, durante il percorso sarà possibile ammirare il bosco di pino laricio, dove la vegetazione s’infittisce e sotto ai pini più vecchi crescono centinaia di alberelli indicativi di una buona rinnovazione della vegetazione, sarà piacevole udire i canti delle cince more, piccoli uccelli acrobati legati alla presenza del pino laricio, presenti anche il picchio rosso maggiore, il colombaccio e più raramente il crociere. Se si è fortunati alzando lo sguardo verso il cielo si potrà seguire la sagoma dell’aquila reale, che nidifica all’interno del parco. Il percorso termina alla Caserma di S. Gualberto, dove sarà piacevole riposare nell’area pic-nic, prima di riprendere la via del ritorno.
Il sentiero è molto semplice, adatto a coloro che intendono intraprendere una tranquilla passeggiata in mezzo a colate laviche e la natura che racconta l’anima “selvaggia” e incontaminata dei siciliani.

 

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