Daniele Lo Porto

MARSALA – Brutta sorpresa questa mattina per centinaia di  turisti che volevano raggiungere l’isola di Mozia per visitare l’area archeologica. Remi incrociati, infatti, ma non per lo sciopero del servizio di traghettamento, ma perché era interdetto l’approdo in concomitanza con la presentazione del progetto che riportiamo sotto, realizzato dall’artista Maria Cristina Finucci, dalla Fondazione Whitaker, che gestisce l’isolotto, e dall’Università di Palermo. Iniziativa senz’altro lodevole, ma che i turisti, molti dei quali aveva percorso centinaia di chilometri per questa tappa archeologica assolutamente unica, non hanno evidentemente apprezzato. Ma non era proprio possibile conciliare l’evento culturale con la normale fruizione turistica? Siamo in attesa di una risposta dalla Fondazione.

A Mozia l’installazione di Maria Cristina Finucci

La piccola isola di Mozia, nello ‘Stagnone’ di Marsala, sede di una splendida area archeologica, ospiterà dal 25 settembre all’8 gennaio 2017 l’installazione di Maria Cristina Finucci , Help, The Age of Plastic. L’opera rientra nel ciclo di Maria Cristina Finucci sul tema del Garbage Patch State, il grande ‘stato’ di rifiuti plastici che galleggiano nei mari che arrivano a ricoprire complessivamente circa 16milioni di chilometri quadrati. Ormai da qualche anno l’autrice viaggia con la sua installazione in diversi luoghi del mondo per portare avanti il suo messaggio di sensibilizzazione ambientale.

L’opera sarà perfettamente visibile solo dall’alto: lettere tridimensionali alte fino a 4 metri, costruite tramite l’assemblaggio di 5milioni di tappi di plastica usati racchiusi in grandi gabbie metalliche, formeranno la parola HELP su un’area di circa 1.500 metri.L’installazione a Mozia è stata possibile grazie al contributo della Fondazione Terzo Pilastro Italia – Mediterraneo, che ha promosso l’iniziativa, con la collaborazione della Fondazione Withaker.


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