Secondo il WTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) “lo sviluppo del turismo sostenibile soddisfa i bisogni dei turisti e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità locali per il futuro”.

Si tratta di una forma di sviluppo che dovrebbe portare alla gestione integrata delle risorse, in modo che tutte le necessità, economiche, sociali ed estetiche possano essere soddisfatte mantenendo al tempo stesso l’integrità culturale e i processi ecologici essenziali.

Numerose analisi di marketing turistico concordano nel ritenere sempre più l’accoglienza un fattore determinante per lo sviluppo del settore di riferimento. Infatti, il “grado di accoglienza” di una città o di un’area turistica, assume un’importanza strategica sia come principale strumento di promozione a disposizione degli operatori sia come elemento determinante per il ritorno del turista in quella determinata località. Il ruolo attribuito dal visitatore al come viene accolto nella località assume un’importanza sempre maggiore.

L’ACCOGLIENZA TURISTICA

Ma cosa si intende esattamente con il termine accoglienza?

In linea generale il “quadro di accoglienza” comprende tutto quanto concorre a mettere a proprio agio il turista, a fargli vivere più compiutamente l’esperienza di soggiorno, a “fargli venire voglia di tornare”, a renderlo “ambasciatore” presso gli amici e conoscenti dei valori e dei pregi della destinazione.

La sensazione di vivere in un’atmosfera accogliente e ospitale è una cifra emozionale risultante da un insieme di percezioni che vanno da lla positiva considerazione estetica dell’ambiente esterno (bellezza del paesaggio, cura delle abitazioni private e delle strutture ricettive, pulizia dei luoghi sia interni che esterni, assenza di fonti rumorose …) alla sperimentazione di un confortevole ambiente sociale e relazionale, caratterizzato dalla cortesia, dall’armonia e dalla disponibilità.

Distretti turistici in Sicilia, dopo 8 anni di burocrazia

L’Agenzia di informazioni turistiche “Sicilia Travel No Stop” segue puntualmente quanto sta accadendo in quella regione, ed ha appena pubblicato una nota – credo – interessante. Eccola:
Ho apprezzato molto, credo come tutti, – scrive Giuseppe Cassarà, Presidente Distretto Turistico Golfo di Castellamare – l’editoriale sui Distretti Turistici che, come sempre, compie un’analisi attenta della ‘storia distrettuale siciliana’ ormai lunga 8 anni e che prevede un completamento a 10 anni, secondo le dichiarazioni del direttore generale dell’assessorato regionale al Turismo, Alessandro Rais.
Io, però, non credo tanto alla ‘crisi di identità’ dei Distretti, mentre sono più incline a credere ad una volontà pervicace di ‘non fare’, addebitabile esclusivamente alla parte pubblica.
Non si spiegherebbe altrimenti come siano passati tutti questi anni per attuare una legge, peraltro semplice nei suoi principi ed ancora una volta tradita dalla burocrazia.
Dopo la soppressione delle Aziende provinciali e di quelle autonome per il turismo, sembrò affiorare una volontà politica nuova: lo sviluppo turistico ed economico del territorio attraverso una vocazione omogenea che non tenesse necessariamente conto dei confini geografici delle vecchie provincie, ormai superati, unitamente al riconoscimento di un ruolo programmatico delle imprese private, prime fra tutti ad avere conoscenza  dei problemi specifici e delle esigenze dei mercati.

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