PALERMO – “E’ una manifestazione che in due secoli e mezzo è sopravvissuta a guerre mondiali, alluvioni, carestie e che adesso la nello musumeciburocrazia regionale riesce a mettere a rischio”. La denuncia, in tono polemico, è del deputato dell’opposizione Nello Musumeci a proposito della storica rappresentazione “U pisci a mari”, che si svolge ogni anno ad Acitrezza e che quest’anno ha dovuto fare i conti con la burocrazia, riscontrando numerose criticità nell’organizzazione. Il tutto a causa del passaggio della gestione dalla Capitaneria di Porto all’Ufficio periferico del Demanio Marittimo di Catania.

“L’interpretazione della L.R. 15 del 29 novembre 2005 e la sua conseguente applicazione – spiega Musumeci – ha equiparato la richiesta di suolo demaniale marittimo per manifestazioni di ordine storico e culturale alla richiesta di suolo per attività balneari e/o nautiche o per l’esercizio della somministrazione di alimenti e/o bevande. E’ chiaro che siamo davanti ad un’errata interpretazione e il risultato ha determinato una logorante e onerosa procedura burocratica”.

“U pisci a mari” è una tradizione popolare che risale al 1750. E’ un rito propiziatorio, che coincide con il solstizio d’estate e che consiste nella parodia della pesca del pesce spada.

“E’ incredibile che gli organizzatori della manifestazione da due anni non ricevano nessun patrocinio oneroso dalla Regione mentre, di contro, sono costretti al pagamento di oneri sempre più alti e pressanti – continua Musumeci -. “U pisci a mari” va inserita tra gli eventi destinatari di sostegno finanziario e promozionale da parte della Regione”.

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