di Agnese Maugeri

È terminata la lunga settimana della III edizione dei “Gold Elephant World – International Film & Musical Festival”, otto giorni di appuntamenti, incontri, premiazioni, musica e proiezioni.

Le sezioni speciali della kermesse hanno donato ai partecipanti interessanti momenti culturali, il “Sicily Movietours” itinerario cine-turistico, un connubio tra monumenti e set cinematografici del capoluogo etneo, attraverso i film celebri girati a Catania (La Matassa, Il bell’Antonio, Storia di una Capinera, I Vicerè, Mimi metallurgico ferito nell’onore, Johnny Stecchino), e l’incontro-dibattito con le registe dei lungometraggi e cortometraggi presentati alla rassegna, volto a condividere con il pubblico le esperienze e le tecniche professionali.

Le serate più attese sono state quelle dedicate alle numerose premiazioni. La prima si è svolta nella sala del Centro Studi Laboratorio d’Arte di Alfredo Lo Piero e proprio a lui è andato un riconoscimento speciale che l’organizzatore del Festival Cateno Piazza ha voluto omaggiargli, una targa all’amicizia; l’attore e regista catanese emozionato ha elogiato il suo laboratorio d’arte aperto ormai da 10 anni, realtà unica nel territorio, dicendo che in un Paese dove la scuola elimina l’arte, lui nella sua accademia butta fuori le istituzioni e ha poi ringraziato l’amico e il suo Festival che ha voluto sin da subito appoggiare proprio perché è uno spettacolo libero da ogni riferimento politico. Tanti artisti tra il pubblico, il presentatore del Festival l’attore Seby Genova insieme a Cateno Piazza hanno premiato con targhe e statuette i vincitori delle categorie in gara documentari e cortometraggi.

“Lo chiamavano Zecchinetta” documentario di Nicola Palmieri, premio miglior opera per linguaggio cinematografico.

“Donna Dentro” documentario di Marzia Pellegrino, premio miglior opera nell’ambito della comunicazione sociale.

“CreatiVita” documentario di Andrea Palamara sul percorso di arte terapia nelle case di riposo, premio miglior opera nell’ambito della comunicazione sociale.

“All’ombra del gigante” documentario di Andrea Cutraro e Mirko Melchiorre premio miglior opera sul sociale.

 I cortometraggi premiati sono:

“Yet the best universe ever” di Edoardo Palma, i dialoghi del corto tutti in lingua inglese con sottotitoli in italiano, testimoniano il desiderio da parte del regista di un progetto internazionale; Palma sostiene infatti che in una generazione 3.0 tutti possono improvvisarsi film-maker, ma per fare un buon cinema occorre la professionalità. Il cortometraggio ha vinto i premi, miglior regista a Edoardo Palma, miglior fotografia a Stefano Grilli, miglior produttore a Daniele Urciuolo ed Edoardo Palma, miglior costumista a Fabrizio Ferrini.

“Anna” di Giuseppe Marco Albano un cortometraggio di denuncia, girato in una fabbrica, contro le dimissioni in bianco, pratica illegale che colpisce molte donne nel nostro paese. A ritirare il premio miglior produttore Angelo Troiano, produttore della Basiliciak (Regione Basilicata).

“Meglio se stai zitta” di Elena Bouryka vince il premio miglior sceneggiatura.

“Superstar” di Kristina Sarkyte premio miglior regista rivelazione.

“Pixellòve” di Marco Fabbro e Giacomo Trevisan, premio miglior effetti digitali vinto da Davide Lionetti.

Otto premi speciali sono stati aggiudicati ai cortometraggi: “Volti” di Antonio De Paolo, “Margherita” di Alessandro Grande, “Shame and glasses” di Alessandro Riconda, “Curriculum Vitae” di Francesco Brusa, “La visita” di Marco Bolla, “Se l’andava cercando” di Pietro Fabio Fodaro, “Delay” di Giovanni Gradoni e Graziano Molino, “Una storia normale” di Domenico Modafferi.

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La mansione premio speciale miglior cortometraggio straniero è stata vinta da “Bishtar az do sat (more than two hours)” di Ali Asgari.

“Ira funesta” di Gianluca Viti, premio miglior attore protagonista a Stefano Sparapano e premio speciale.

“Buon San Valentino” di Cristiano Anania, premio miglior attore protagonista ad Alessandro Borghi.

“Eppure io l’amavo!” di Cristina Puccinelli, premio miglior attrice protagonista a Cristina Puccinelli.

“In pollo veritas” di Linda Fratini, premio miglior attrice protagonista a Federica Flavoni, mansione speciale, e premio miglior truccatore ad Alessandra Giacci.

“Bip” di Antonello Murgia, premio miglior opera prima, e premio miglior attrice straniera vinto da Isabel Moiño Campos.

“Elevetor” di Francesco Lorusso, premio miglior regista esordiente, Lorusso sostiene che questo mestiere nasce da una forte passione e con la pratica si trasforma in innamoramento, i grandi registi sono i suoi punti d’ispirazione.

“Malatedda” di Diego Monfredini, premio miglior musica a Riccardo Parmigiani e Diego Monfredini.

“Bella di papà” di Enzo Piglionica, da quindici anni nel settore, questo è il corto d’esordio del regista ed è già tra i finalisti dei Nastri D’Argento, interamente girato in Puglia senza finanziamento di enti pubblici, racconta la storia di uno sposo abbandonato all’altare e del padre della sposa che non sa come reagire all’evento inatteso. Il cortometraggio ha vinto il premio miglior canzone ufficiale assegnato ad Antonio di Martino, etichetta indipendente Piccica.

10312413_678157798898033_4387195592678126491_nLa tanto attesa statuetta Gold Elephant World 2014 al miglior cortometraggio è stata consegnata al regista pugliese Giulio Mastromauro per la sua opera “Carlo e Clara” casa di produzione Zenmovie, un corto che lui stesso definisce una carezza al cuore, gli interpreti due grandi attori del teatro italiano Franco Giacobini e Angela Goodwin. Il regista, durante la premiazione, ha sottolineato l’assenza da parte delle istituzioni in tutto ciò che riguarda il cinema e l’arte dicendo che lo Stato dovrebbe assumersi la responsabilità di sostenere i giovani registi.

La seconda serata di premiazioni di chiusura del Festival si è tenuta presso il Teatro Ambasciatori di Catania nella giornata internazionale dedicata al Jazz. Dopo i balletti dell’Accademia delle Fiabe sulle musiche dei più famosi cartoni animati delle Disney e delle melodie di All That Jazz, sono iniziate le premiazioni per la sezione Musical. I due Musical vincitori sono: “Frankenstein Junior” compagnia della Rancia di Saverio Marconi che si è aggiudicato il premio miglio musical, miglior produzione e miglior attore protagonista a Giampiero Ingrassia.“Ciao amore ciao. Tenco e Dalida tra musica e amore” di Piero di Blasio, Stefania Fratepietro e Luca Notari, protagonisti e produttori, vincitore del premio miglior opera prima.

La serata è proseguita con i riconoscimenti per la categoria lungometraggi assegnati a:

“31 gradi Kelvin” di Giovanni Calvanuso, premio miglior opera prima. Ambientato nella periferia di una città come tante, il film racconta la solitudine e l’emarginazione dei protagonisti che diventano contemporaneamente vittime e carnefici di una società che ha ormai perso ogni valore. Un film autonomo, apprezzato dalla giuria per la realizzazione di un’ottima pellicola a basso budget.

“Una piccola impresa meridionale” di Rocco Papaleo, premio mansione speciale con un plauso per la fotografia e la colonna sonora e miglior premio produzione alla Paco Cinematografica.

“La miglior offerta” di Giuseppe Tornatore, premio miglior film, miglior eccellenza per la magistrale tecnica e regia e premio produzione alla Paco Cinematografica.

Alla serata ha preso parte anche il presidente di giuria il regista Aurelio Grimaldi al quale il Gold Elephant World ha voluto assegnare una targa alla carriera. Ricordando la sua esperienza scolastica come professore in una scuola palermitana, il regista ha quindi parlato del suo ultimo progetto, un documentario sulla pluriclasse di Alicudi, piccola isola dell’Eolie, dove lui stesso sarà interprete nel ruolo del maestro.

Nella giornata internazionale del Jazz anche la musica è stata grande protagonista, l’organizzazione del festival ha premiato con un riconoscimento alla carriera il jazzista Enrico Rava che insieme a Giovanni Guidi ha deliziato il pubblico con un coinvolgente concerto.

La parola chiave di tutta la manifestazione è stata sinergia, lo ha ben dimostrato Cateno Piazza che è riuscito a creare un Festival che dà spazio anche a nuovi talenti; per anni l’Italia è stata schiava di logiche individualistiche, quello che caratterizza la generazione degli odierni registi è proprio l’unione, grazie all’aggregazione è possibile ottenere e autofinanziare un grande progetto.

 Agnese Maugeri

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