“Gli appalti al massimo ribasso, i tagli indiscriminati, la precarizzazione del personale ospedaliero, la corsa al risparmio sulla pelle dei pazienti sono facce dello Scandalo Sanità che Uil e Uil Fpl Catania denunciano da tempo. Adesso, arriva  un’autorevole e inquietante conferma dall’intervista rilasciata al quotidiano “La Sicilia” da Diego Piazza, presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri e primario dell’Azienda Policlinico – Vittorio Emanuele. Bisturi, guanti, ferri chirurgici e dispositivi medici non possono essere acquistati senza certezze di uno strettissimo rapporto qualità-prezzo che privilegi la salute dei cittadini, con buona pace per sgangherate e miopi logiche di bilancio!”. Lo affermano Fortunato Parisi, segretario generale della Uil di Catania e segretario regionale della Uil Medici, e Stefano Passarello, segretario territoriale della Uil Fpl,  che aggiungono: “Qui più che altrove, nella città degli stent scaduti, riteniamo doveroso alzare la voce contro i guasti che le istituzioni politiche stanno provocando nel sistema sanitario. Si parla tanto di centrali uniche di acquisto per le gare pubbliche: ben vengano, purché si preoccupino del malato e non solo dei costi. Senza contare, poi, che scellerate scelte nelle forniture espongono il Paese a risarcimenti-danni ben più onerosi dei presunti risparmi”. Parisi e Passarello concludono ricordando “le battaglie di Uil e Uil Fpl per scongiurare salti nel buio con l’ormai imminente chiusura del Pronto soccorso del Vittorio Emanuele e sollecitare l’apertura del San Marco a Librino che rischia di sommarsi al lungo elenco delle incompiute etnee”. E ancora: “Dal Garibaldi al Vittorio, al Ferrarotto, dal Santa Marta e Santa Venera di Acireale al Gravina di Caltagirone, è allarmante la mappa dei buchi negli organici effettivi di medici e paramedici. Vanno rapidamente colmate le gravissime carenze di personale nei reparti di emergenza di tutti gli ospedali, vanno stabilizzati i precari che sono ormai diventati essenziali per lo stesso funzionamento di molte strutture”.

 

 

 

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