Pina Mazzaglia

CATANIA – Gli spazi dell’Officina GammaZ, nati con lo scopo di promuovere la conservazione e valorizzazione delle risorse naturali e storico culturali, di diffondere la conoscenza e la corretta gestione e fruizione di tali risorse, si propongono come salotto culturale e luogo d’incontro in cui si sviluppano e si applicano idee, dove si ospitano eventi culturali e mostre d’arte in un’atmosfera stimolante e informale. La location è sita nell’antico centro storico della città, poco distante dalla fortezza federiciana ed è promotrice di iniziative mirate alla cura, alla conservazione e alla promozione. I balconi sporgono sull’affascinante pozzo di Gammazita, sito storico del XIII secolo, da cui è possibile ammirarne un bellissimo scorcio dall’alto.

    Presenti con le loro opere nello spazio espositivo due artisti – architetti catanesi – Franco Maiorano e Carlo Guarneri, in una visione di scambio e di godimento comune dell’arte, in una concezione dualistica di condividere lo spazio che diventa sinonimo di confronto, di identità, di rispetto reciproco. L’evento in corso fa parte dei “Cicli”, dove 2 – 4 o più artisti, provenienti da stili e tecniche differenti si incrociano, dando vita a serate all’insegna della creatività all’interno di “SpazioOfficina”, che il centro dedica come luogo di approfondimento. “Ho sempre coltivato la passione per il disegno, fin da piccolo – così spiega Carlo Guarneri – mi è stato detto che avevo una “buona mano”. Alle scuole elementari ho disegnato una madonna con un bel paio di corna, pensando di essere piuttosto spiritoso, per far sorridere i miei compagni e fare colpo su di loro. In effetti ancora adesso qualcuno ricorda l’episodio. Non mi rendevo conto che in un solo disegno avevo concentrato prematuramente diverse mie attitudini “adulte”: una fra tutte la tendenza (direi anarchica) a smontare con leggerezza, con la pernacchia, qualsiasi forma di autorità; la mia educazione è cattolica e moderna. La passione per la pittura è esplosa in un periodo abbastanza felice, professionalmente parlando. Prima di allora avevo semplicemente paura di affrontare in prima persona una disciplina artistica così complessa, che ha attraversato secoli di storia ed ha già raccontato tutto. Ho iniziato superando una paura”.guarneri2  Autodidatta, attinge a tutto ciò che può stimolare la sua creatività: un libro di Joseph Conrad lo ispira più di un libro di storia dell’arte. Non ha mai studiato anatomia come andrebbe fatto, ma ha sempre analizzato con molta attenzione e curiosità tutto ciò che lo circonda: è una forma di cannibalismo afferma. L’artista ha fatto del “realismo” più genuino il suo modo per esprimere la realtà: le sue tele si atteggiano al richiamo di una tranquilla quotidianità e la riflettono, nella scelta delle linee essenziali. “Premetto che l’arte informale mi affascina molto. Credo che si accosti all’essenza delle cose più dell’arte figurativa. La immagino perfino come risultato di un fattore di scala, intesa naturalmente come scala di rappresentazione. Se da un mio quadro strappi 2 cm quadrati di tela e la ingrandisci cento volte otterrai, forse, un buon quadro informale” – è quanto dichiara l’artista a proposito della sua scelta stilistica. Il suo realismo non ha nulla di sociale, non vuole veicolare un messaggio, una presa di posizione. Rappresenta il suo desiderio di interrogare la realtà e principalmente di interrogare se stesso sul senso profondo delle cose.

    In mostra, a condividere le “camere” di GammaZ, i carnet de voyage dell’altro artista architetto, Franco Maiorano: schizzi, acquerelli, disegni dei luoghi visitati vengono traslati sulle tele e diventano memoria di viaggio, di vissuto… e se possiamo aggiungere, di suggestione, tenacemente aggiunta con l’utilizzo di colori primari usati puri, accostati fra loro con il guizzo istantaneo del gesto su vaste superfici acromatiche.maiorano Ogni suo quadro, ogni rappresentazione di spazi vuoti, silenziosi o abitati, è accompagnato da uno studio preliminare: vuoi che sia legato al desiderio di recuperare delle pratiche “lente” che richiedono concentrazione, come il disegno a mano libera, vuoi che sia per trasportare sulla tela le melodie della sua amata terra, vuoi che colga spazi vissuti come nella bella “Vucciria” di Palermo: una progressione prospettica che riprende un pathos ancora da scoprire. “Il mio è un racconto della Sicilia, fatto da siciliano, che la abita e la vive – racconta l’autore -, ho sempre amato i colori e i volumi che questa terra offre, e, ho cercato di mettere in luce lo spirito e le emozioni in uno studio di relazioni, fra spazio, luce e volume”. Acrilici, pastelli, grafite, sabbia vulcanica, i pretesti per elaborare le sue esperienze visive dove la sensazione diventa maestra di deformazioni, agente che libera l’emozione: e cerchi di sentirle con l’artista, con la sua stessa disposizione, nella consapevolezza rievocante la metafora e la sacralità della nostra Sicilia. È possibile visitare la bipersonale fino al 20 marzo negli spazi culturali del GammaZ, dove in occasione dell’equinozio di primavera si terrà “Ciclostreetart – Festa di Primavera”, evento di natura culturale-artistico organizzato con il patrocinio del Comune di Catania, che vedrà nella stessa giornata l’allestimento di una galleria d’arte an plein aire. Nel corso della giornata verrà lanciata l’iniziativa “Un fiore nel pozzo”, raccolta di semi e vasi infiorati per abbellire l’ingresso al Pozzo di Gammazita. L’obiettivo è promuovere tra i cittadini i valori ambientali e la cultura del verde come elemento di decoro, nonché valorizzare una maggiore conoscenza del Pozzo. Attraverso l’abbellimento con decorazioni floreali si farà “rifiorire” lo spazio adiacente il Pozzo di Gammazita, intervenendo cosi sulla valorizzazione del sito storico.

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