di Nicola Savoca

A voler giocare al professor Bellavista si potrebbe sostenere che le ugole di chi canta la nostra terra di Sicilia si dividono in “Voci d’Amore” e “Voci di Libertà”. Per dire, quella di Rosa Balistreri è una “voce di libertà”. Ebbene, se proprio volete saperlo, il canto di Loredana Marino appartiene alla prima schiera. Il suo cd Senzabbentu contiene 10 quadretti-canzoni quasi tutte in lingua siciliana, colme di amore in ogni suo aspetto. Loredana Marino è un’attrice siciliana, diplomata alla scuola d’arte drammatica del Teatro Stabile di Catania. Ha calcato le scene con il grande Turi Ferro e il suo volto tornatoriano è diventato popolare grazie alla fiction seriale Agrodolce dove impersonava Peppa Granata. In questo suo esordio musicale si avverte l’urgenza di raccontare, quiete mai sopita che necessita di note musicali e cunti per esprimere ciò che si ha dentro, perfino l’amore per il proprio gatto. Questo vuole dire senzabbentu, non stare mai fermi, non avere mai tregua: sia benedetto il suono delle parole siciliane. Nel libretto che accompagna il cd, Loredana Marino regala a chi la ascolta anche una deliziosa poesia che spiega le ragioni del suo non avere abbentu. Peccato non averla musicata. C’è la Sicilia dentro questo Senzabbentu(“nda lu cori c’è ‘u caluri/di lu focu do vulcanu/’nda la testa li pinseri/ca mi portanu luntanu” in Agrodolce) accanto a stati d’animo figli della nostra Isolitudine (“…di nica sinteva/’ca sta vita ch’aveva/ di scunfortu sapeva/e non sempri attruvava a tia” in Scunfortu). Bello il canto arrabbiato (che contraddice, a dire il vero, la premessa d’Amore iniziale) di Ci cuppi tu, una sorta di “E penso a te” al contrario.

E’ un buon disco d’esordio questo Senzabbentu, una piccola pepita d’oro lungo una sicura trazzera di campagna, con una cura elegante degli arrangiamenti affidata a Roberto Fuzio.

 

“RECITO E CANTO ME STESSA”. Intervista a Loredana Marino.

 

Quanto tempo ci è voluto per scrivere Senzabbentu?

Più che il tempo, ci è voluta una vita intensa, fatta di colori forti, che mi ha regalato le frasi, le poesie e le melodie che compongono Senzabbentu.

E’ uno stato d’animo che caratterizza la sua arte quello di essere ‘senzabbentu’, sempre alla ricerca di qualcosa?

L’essere senza quiete è un lato prepotente del mio carattere, sono alla ricerca di qualcosa, pur sapendo che probabilmente non la troverò, ma sono una sognatrice e a volte i sogni si avverano.

 

Essendo lei attrice, ha mai pensato a un lavoro tutto suo fatto di musica e drammaturgia?

Beh, Senzabbentu già nasce dal connubio tra parola e musica, nell’album è contenuta la poesia che dà il titolo all’intero cd, che mi racconta e che io amo recitare. Sono un’attrice che interpreta le sue canzoni e la vita sembra mi stia portando anche su questa strada. E’ una sensazione nuova molto appagante, quella di recitare e cantare se stessi.

Senzabbentu sarà proposto dal vivo?

Certamente, già la presentazione del cd è stata un concerto dal vivo, il contatto col pubblico è grande prova ed è fondamentale per nutrire la mia energia.

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