20160219_122051Unioni civili – Il viaggio di rientro dal Messico ha portato il Papa a dover fare chiarezza sulla posizione della Chiesa nei confronti del riconoscimento delle unioni civili.

“Io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che io ho avuto con i vescovi nel maggio del 2013 una delle cose che ho detto è stato: arrangiatevi voi. Perché il Papa è per tutti e non può mettersi in politica, concreta interna di un Paese. Questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa e han detto in tanti, perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza, ce ne sono tanti”.

Bergoglio ha anche affermato, in risposta alle domande calzanti sul tema, di non ricordare bene il contenuto del documento vaticano del 2003, in cui si dice che i parlamentari cattolici non devono votare queste leggi, ma invita a votare secondo coscienza ‘ben formata’ da cattolico.

Va da sé che, Papa Francesco, con il suo modo di ‘non immischiarsi’ ha comunque lanciato una linea guida all’indirizzo dei cattolici, invitandoli non ad astenersi dal voto, ma a votare ‘secondo coscienza ben formata, da cattolico’. E chiunque abbia masticato un minimo di catechismo a scuola sa già da che parte sta la Chiesa.

Nel frattempo in Parlamento si gioca a rimpiattino, si rinvia, ci si scontra, si torna a rinviare, si chiama in causa il canguro, ci si aggrappa alla “libertà di coscienza” sulle adozioni gay, si creano fratture all’interno del Pd. La partita è stata sospesa e non si riesce neanche a prevedere come andrà a finire.

Renzi è in cerca di consensi, ma aspetta. Il PD si spacca e il canguro (il maxi emendamento che avrebbe permesso l’approvazione rinviando il problema delle adozioni) è saltato.

In qualunque modo, si concluderà, ci sarà comunque uno scaricabarili fra il Movimento 5 Stelle e il PD. Uno squallido rilancio della patata bollente, che nessun cittadino, che sia contro o a favore del ddl, apprezza.

Sul web c’è chi ha lanciato l’hashtag #iocimettolafaccia e #Cirinnà per esprimere il proprio consenso al ddl. Il giornalista Maso Notarianni, direttore del quotidiano online PeaceReporter, ha scritto su Facebook a favore del ddl sulle unioni civili, creando un album di foto con lo slogan sovraimpresso su sfondo arcobaleno: “ Caro senatore, io sulle unioni civili ci metto la faccia . E tu?” L’album ha già ottenuto diversi consensi e adesioni, anche Vittorio Sgarbi ha aderito con una foto del suo volto sovrapposto all’immagine della Gioconda.

E se fosse tutta una farsa per depistarci?

Da un’intervista pubblicata dal sito zenit.org, l’ex segretario di Rifondazione comunista, nonché attuale fondatore del rinato Partito comunista, Marco Rizzo ha definito il ddl Cirinnà “un’arma di distrazione di massa per distogliere l’attenzione dal massacro sociale a danno dei lavoratori”.

Il ddl sulle unioni civili “è un’esigenza artificiale creata per non far pensare al popolo ai problemi reali come il lavoro, le pensioni, la disoccupazione” – dichiara ancora.

E se la creazione di un nuovo istituto giuridico, come estensione del matrimonio egualitario, si configurasse come quella che Hegel definì “l’uguaglianza dell’irrilevanza”?

Dietro la parvente lotta per i diritti sociali, fatti passare come privilegi, potrebbe celarsi la strategia per privarci dell’indispensabile: la dignità umana.

Intanto a Palazzo Madama il Presidente del Senato Pietro Grasso ha ottenuto il rinvio del voto a una settimana, mentre domenica 21 febbraio, si terrà in Piazza del Duomo a Milano, un flash mob #TempoScaduto organizzato da #isentinelli, ovvero gli attivisti e le famiglie arcobaleno, stanche di dover ancora attendere e assistere a deplorevoli bagarre da mercato, che desiderano vedere approvato il ddl Cirinnà.

Anna Agata Mazzeo

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