unioni civiliPalazzo Madama – Con 173 voti favorevoli, 71 contrari e nessuna astensione l’Aula del Senato ha confermato la fiducia al governo.

La discussione è iniziata alle 9.30 di oggi, è stato approvato, dunque, il testo concordato tra i partiti di maggioranza che istituisce le unioni tra omosessuali, ma senza la possibilità di adottare i figli del partner e senza l’obbligo di fedeltà.

La legge passa ora alla camera per la conversione definitiva in legge.

Con la mozione di fiducia si evita la discussione di articolo per articolo e quella sugli oltre 500 emendamenti presentati al Disegno di Legge originario.

L’emendamento è frutto dell’accordo fra governo e il Nuovo centrodestra.

Il maxi emendamento prevede: l’eliminazione della Stepchild Adoption, l’articolo 5 del ddl che prevedeva la possibilità di adottare il figlio del partner una volta riconosciuta l’unione civile.

Sarà lasciata libertà di decisione ai giudici nel caso in cui, prima che sia varata la nuova legge sulle adozioni, una coppia omosessuale ne faccia richiesta.

Si rinvia alla giurisprudenza l’onere di colmare il vuoto lasciato dal legislatore.

Sparisce l’obbligo di fedeltà, i senatori del Nuovo centrodestra hanno insistito per togliere quei requisiti che rendevano le unioni civili simili all’istituto del matrimonio (regolato dall’articolo 29 della Costituzione), innescando ulteriori polemiche, vige però “l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione” e immutata la reversibilità della pensione.

Resta immutato il punto che riguarda il cognome: le parti “possono stabilire di assumere, per la durata dell’unione civile, un cognome comune”.

La separazione potrà avvenire entro tre mesi, dalla manifestazione della volontà di concludere l’unione, comparendo dinanzi all’Ufficiale di Stato civile preposto, senza l’intervento di un giudice.

Per stipulare un’unione civile, due soggetti maggiorenni, di qualunque sesso appartengano, dovranno recarsi con due testimoni presso l’Ufficiale di stato civile che provvederà alla registrazione.

“Una vittoria col buco nel cuore” ha esordito la senatrice Monica Cirinnà, firmataria del testo originale del ddl. Per il presidente del Consiglio Matteo Renzi, si tratta della vittoria dell’amore, mentre il leader di Ncd Angelino Alfano, aveva provocato, sin dal mattino, reazioni di sdegno da parte dell’opinione pubblica, dichiarando che le unioni omosessuali sono contro natura, e che come tali non hanno diritto ad avere figli. Le associazioni di genere sono deluse dagli stralci effettuati, del ddl originario restano brandelli che hanno la pretesa di regolare “Unioni Incivili” e che inviano, ancora una volta, un messaggio discriminatorio.

Morale della favola? Non c’è nessuna favola.

Anna Agata Mazzeo

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