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Catania – Piazza Stesicoro, la statua di Vincenzo Bellini rivestita dei colori dell’arcobaleno, in occasione della manifestazione nazionale, che si è svolta, sabato pomeriggio in 98 piazze italiane, e lo slogan “SvegliatItalia” utilizzato per sostenere il disegno di legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso.

A meno di un km di distanza, in piazza Università, un’altra manifestazione, più silenziosa, organizzata dalle Sentinelle in piedi, che protestavano davanti a una candela poggiata sull’asfalto, contro l’attuazione dello stesso ddl proposto da Monica Cirinnà (PD)

Nel corso del pomeriggio, un collettivo di studenti ha urlato in direzione delle Sentinelle: “Vergogna, siete solo dei fascisti!”, le forze dell’ordine presenti sul posto hanno allontanato gli studenti, per allentare la tensione ed evitare disordini.

Nel complesso la manifestazione catanese si è svolta all’insegna della civiltà e a sostegno dell’ugualianza.

L’Italia è rimasto l’ultimo dei Paesi dell’Unione Europea, che non riconosce le unioni tra persone dello stesso sesso, e Catania è una città gay friendly, a manifestare non sono stati solo gli omosessuali, bensì molte famiglie ‘tradizionali’, intervenute persino con i figli.

Più di un milione, secondo Arcigay, le persone intervenute nelle piazze italiane, a favore della legge sulle unioni civili: “ Una giornata storica per questo Paese, una mobilitazione vastissima, che si è nutrita del desiderio e dell’entusiasmo di tante e tanti che hanno a cuore il valore dell’uguaglianza”- questi i commenti del segretario di Arcigay Gabriele Piazzoni, sulla manifestazione #svegliatItalia.

Il popolo arcobaleno è sceso in piazza a favore del disegno di legge che si discuterà al Senato il 28 gennaio, e contro il Family Day in programma a Roma il 30 c.m.

A Milano Mika ha risposto con il messaggio “Amore=Famiglia”, dopo le polemiche della scritta sul Pirellone “Family Day”, il simbolo del cuore con il segno di uguaglianza, sta a significare proprio il fatto di veder riconosciuti tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri, la sveglia stilizzata nel logo della manifestazione, indica che è giunta l’ora per il governo di riconoscere le coppie gay.

Intanto all’interno del PD si lavora ad una coesione, al fine di allontanare le divergenze dalla stepchild adoption ed evitare assemblee dall’esito incerto.

Sono diversi i senatori che hanno espresso riserve sul ddl, dai cattolici ai laici, che hanno richiesto di espungere dai primi due articoli del disegno, i riferimenti che accomunano le coppie omosessuali alla famiglia tradizionale.

Il nodo cruciale resta l’adozione del figlio naturale del partner all’interno di una coppia gay: si teme che questa soluzione spinga a ricorrere all’utero in affitto, pratica permessa in alcuni paesi esteri, ma vietata in Italia.

Stefano Lepri ha rilanciato l’alternativa dell’affido rafforzato: il partner ha le funzioni genitoriali (può accompagnare il bambino dal pediatra per esempio), ma non diventa genitore.

Matteo Orfini, presidente del PD, è intervenuto alla manifestazione, in Piazza Del Pantheon, a Roma, per dimostrare che il PD intende “recuperare un patrimonio di diritti, che vanno restituiti a tanti italiani”. Mentre anche Monica Cirinnà rassicurava che “la legge sulle unioni civili si fonda sull’articolo 2 e quindi pienamente costituzionale, non sull’art. 29 del matrimonio”, per cui le parole del Papa, non incideranno sull’esito del ddl.

La Chiesa ha una posizione ben precisa nei confronti delle unioni omosessuali, il Papa riconosce i diritti dell’individuo, ma non i diritti propri dell’istituzione “Matrimonio”.

“Nell’assemblea del PD il dialogo è stato costruttivo tra chi come me sostiene la stepchild e chi l’affido rafforzato. Il confronto continua”

Lo dice il senatore Giuseppe Lumia, capogruppo del Pd in Commissione giustizia.

“Il testo Cirinnà sulle Unioni civili – aggiunge – è una risposta positiva ad una domanda matura nel Paese. Siamo pronti a recuperare un ritardo grave e ingiustificabile. E’ bene discutere, ma è sbagliato riproporre la logora e superata contrapposizione laici- cattolici. I diritti civili sono una risorsa per l’intero Paese e non vanno contrapposti agli altrettanto importanti diritti sociali”.

Anna Agata Mazzeo

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