CATANIA – L’Università di Catania, tramite una nota, risponde al Codacons che, nella giornata di ieri, ha inviato una diffida al Rettore in merito ai bandi per le selezioni e le assunzioni relative alla gestione delle riserve naturali affidate al Cutgana (Centro Universitario per la tutela e la gestione degli ambiente naturali e degli agro-ecosistemi), chiedendone la revoca o la rettifica:

“Con riferimento al comunicato del Codacons relativo ad una diffida alla revoca di tre bandi per l’assunzione mediante concorso pubblico di personale a tempo determinato da assegnare al Cutgana per la gestione delle riserve naturali affidate a questo Ateneo dalla Regione Siciliana, si precisa che, finora, di tale diffida si ha notizia attraverso la stampa e che soltanto quando essa sarà ufficialmente pervenuta, potrà essere esaminata nel merito con l’assunzione delle consequenziali decisioni.

Al momento, si può soltanto rilevare che tale richiesta giunge circa sei mesi dopo la pubblicazione dei bandi in questione e immediatamente dopo la pubblicazione dei nominativi dei vincitori e delle graduatorie conclusive.
I bandi, identicamente a quanto fatto già alcuni anni fa, hanno individuato categorie e mansioni professionali, nonché requisiti di ammissione, che sono conformi alle tipologie e alle funzioni previste dalla normativa regionale e dalle specifiche convenzioni in materia di personale da destinare alla gestione delle riserve naturali; inoltre rispettano le disposizioni del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al personale del comparto Università; infine corrispondono agli obiettivi di qualità che l’Ateneo intende perseguire anche nella gestione delle riserve naturali che gli sono state affidate.
Si tratta insomma di categorie professionali il cui grado di autonomia e di responsabilità è commisurato ai livelli di complessità delle attività e delle procedure tecniche che bisogna svolgere per garantire la gestione di ecosistemi naturali protetti.

Riguardo alla mancata indicazione nei bandi delle funzioni (direttore/operatore) da ricoprire nella gestione delle riserve, si segnala che le procedure previste dalla normativa regionale e dalle convenzioni in materia assegnano all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente il potere di nomina dei direttori delle riserve, previo parere del Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale sui nominativi, in possesso dei requisiti curriculari, proposti dall’ente gestore.
Quanto infine alla presunta penalizzazione dei potenziali aspiranti, tale affermazione è facilmente smentita dai numeri, in quanto hanno presentato domanda di partecipazione ai tre bandi in esame ben 275 candidati, di cui 86 al bando per categoria C”.

Scrivi