CATANIA – Il titolo non è facilmente comprensibile dai più. “Equity-worthiness and equity-willingness: Keyfactors in private equitydeals” è un articolo di management pubblicato nel 2014 dalla prestigiosa rivista Business Horizons (Kelley Business School – Indiana University) che adesso è stato incluso dalla Harvard Business School di Boston, la più importante scuola per manager al mondo, fra le letture preferite e consigliate nei corsi di imprenditoriali. Gli autori del saggio sono tre docenti meridionali, due dei quali di Catania, i professori Rosario Faraci e Massimo Picone del Dipartimento di Economia e Impresa. Ne dà notizia il Bollettino di Ateneo dell’Università di Catania, unitamente alle congratulazioni che i due docenti hanno ricevuto dal Rettore Giacomo Pignataro. Tra l’altro, si legge ancora nel comunicato, anche la Business Transition Academy, una comunità internazionale di professori ed esperti di finanza, ha riservato una menzione speciale a questo breve saggio, sottolineandone la rilevanza per imprese ed investitori. Ma di cosa si tratta, in particolare? “Il lavoro – dichiarano insieme i professori Faraci e Picone – nasce da un’attenta disamina di 240 transazioni intercorse fra operatori di private equity, che sono investitori istituzionali, e piccole e medie imprese meridionali. Insieme al professore Capasso, abbiamo scelto di misurare due variabili di processo, cioè il merito (worthiness) e la volontà (willingness) per comprendere come mai solo il 3% di queste operazioni vada a buon fine. Il dato sorprendente è che non è sempre il merito la discriminante principale, nel senso che ci sono tante imprese buone ed interessanti agli occhi degli investitori. E’ rilevante in questi casi la volontà, poiché sono gli imprenditori a non volersi aprire al capitale di terzi per evitare interferenze nella gestione aziendale. Questa è una condizione comune a molte imprese familiari del Sud che spesso ne limita la crescita”.

PP.L.

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