Al via il Dialogue of Civilization della Northeastern University alla presenza del rettore Pignataro.

di Saro Faraci

CATANIA – Il format di studio è tra i più originali e istruttivi che gli studenti universitari di ogni ordine e grado possono meritarsi. L’oggetto di studio è tra i più interessanti e stimolanti nella comprensione dei meccanismi di funzionamento delle aziende. La location, unica nel suo genere, completa il quadro.  Con questi presupposti, è iniziato sabato scorso a Catania, alla presenza del rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro, il “Dialogue of Civilization-Family Business in Sicily”, magistralmente pianificato ed organizzato nei dettagli dalla professoressa Giorgia D’Allura dell’Ateneo catanese e da Rosy Trovato, imprenditrice e laureata alla facoltà di Economia di Catania.

Per due settimane, venticinque studenti universitari della Northeastern University di Boston, di diversa nazionalità (da Inghilterra, Venezuela, Australia, Brasile e naturalmente dagli Stati Uniti), saranno coinvolti in un tour itinerante che li porterà a conoscere, in diversi ambiti di attività economica, molte realtà imprenditoriali siciliane, tutte accomunate dal fatto di essere imprese a conduzione familiari.  “Family business” è la parola chiave utilizzata dal prof. Justin Craig, il docente della Northeastern University che ha inventato il format del Dialogue of Civilization, e lo sta portando avanti in vari Paesi per consentire agli studenti di Boston, futuri manager aziendali nei prossimi anni, di comprendere meglio come il fare impresa si possa declinare nei diversi contesti nazionali.

La Sicilia è stata scelta perché la proposta della professoressa D’Allura e della dottoressa Trovato è stata giudicata molto convincente. Nel nostro contesto, il family business non è soltanto un modo familiare di governare le imprese, perché questa tipologia di governance è diffusa anche nel resto del Paese. In Sicilia, le famiglie imprenditoriali sono saldamente radicate al territorio e alle comunità locali, da cui traggono linfa vitale, con cui mantengono stabili collaborazioni, da cui attingono il capitale umano necessario per governare i processi economici. Consentire a studenti universitari straniere di conoscerle dal vivo permette di fare un’esperienza unica nel suo genere. Da qui l’ok di Craig alla candidatura dell’Università di Catania. E’ previsto dunque un fittissimo programma di studio per i venticinque studenti della Northeastern. Visite guidate alla scoperta delle principali risorse culturali, paesaggistiche e monumentali della Sicilia: Piazza Armerina,Catania, Acitrezza, Siracusa, Taormina, le isole Eolie e naturalmente l’Etna. Poi incontri-studio con le imprese familiari nei diversi territori: Meccanotecnica e La Vite a Riesi, nel cuore della Sicilia; Cavallaro Miele, Compagnia della Bellezza e molte aziende della filiera del pistacchio a Bronte, ai piedi dell’Etna; una famiglia siracusana produttrice di olio; la ristorazione della famiglia Bernardi a Lipari, i vini di Tasca d’Almerita e i prodotti biologici di Nino Caravaglio nelle Eolie.

Ci sarà anche tempo per fare un’esperienza di scambio culturale con i colleghi studenti universitari di Catania attraverso il Teatro d’Impresa, un altro originale format educativo sperimentato con successo dalla prof.ssa D’Allura e dagli attori catanesi Antonio Caruso e Donatella Marù. Si tratta di una delle modalità più efficaci per far conoscere ai giovani con il teatro la realtà delle imprese familiari, comprendendola dall’interno attraverso “situations” improvvisate, dove, nella recitazione dei ragazzi, la realtà supera ogni possibile immaginazione. Gli studenti di Boston, in questi giorni nel cuore della Sicilia in provincia di Caltanissetta, saranno di ritorno a Catania mercoledì 21 maggio, dove li aspetterà una lezione unica che precederà di poco l’escursione sull’Etna. Oggetto della lezione? Può l’Etna, oggi patrimonio dell’Unesco, risultare un volano di sviluppo economico per la Sicilia?

Scrivi