Riceviamo e pubblichiamo.

MISTERBIANCO – Attiva Misterbianco, dopo la diffida del nostro socio Giuseppe D’Angelo in merito alla rescissione della convenzione stipulata tra Comune di Misterbianco e Capitt lo scorso 12/07/2016 per il progetto Urban Innovation Laboratory, in quanto frutto della distrazione dei fondi del Bilancio Partecipativo aggiudicati dal progetto “Youth Hub – ponte per i giovani e  per il territorio” come da delibera di giunta n. 235 del 19/10/2015  asseverata dal consiglio comunale che ha approvato il Bilancio preventivo 2015 con delibera n 81 del 03/12/2015, ha presentato il 28/07/2016 formale esposto alla procura regionale siciliana della Corte dei Conti, sempre per il tramite dell’avvocato Sebastiano Papandrea.

Siamo determinati a far sapere con quanta superficialità si pubblicizzino gli avvisi sul Bilancio Partecipativo senza avere poi alcun interesse alla realizzazione delle idee che i cittadini propongono, abbiamo già detto che l’interpretazione del Comune di Misterbianco dello strumento è stata sin dall’inizio di mero adempimento di un obbligo di legge,  ma noi di Attiva Misterbianco siamo determinati, a prescindere da ogni considerazione nel merito di progetto ben diverso da quello approvato dagli organi comunali, a far verificare alla magistratura contabile una duplice violazione.

Da un lato, infatti, vengono eluse le norme sul bilancio partecipativo stravolgendone la natura e le finalità. Il bilancio partecipativo, ossia la possibilità per gli abitanti dei diversi quartieri di definire molto concretamente e democraticamente l’utilizzo dei fondi municipali, in altre parole la facoltà di decidere quale tipo di infrastrutture si devono creare o migliorare, e la possibilità di seguire il procedere dei lavori e il percorso degli investimenti finanziari è l’essenza di questo strumento democratico: nessuno storno di fondi, nessun abuso è così possibile, e gli investimenti corrispondono esattamente al consenso maggioritario della popolazione dei quartieri.

Dall’altro lato, vengono eluse le norme sull’affidamento dei contratti pubblici perché utilizzando in modo distorto le norme sul bilancio partecipativo, è stato di fatto affidato a C.A.P.I.T.T. un appalto di servizi mai preceduto da alcun bando, gara, o altro sistema di aggiudicazione, assegnando illegittimamente i fondi già destinati in attuazione delle norme sul bilancio partecipativo, ad un diverso progetto per il quale erano state stanziate e messe in bilancio le somme necessarie.

L’affaire è stato possibile probabilmente per la disattenzione del responsabile del XII settore ( Attività produttive) che magari non avrà sottoposto al segretario generale o all’avvocatessa del comune la determina n. 3184 del 29/12/2015 con la tragica “distrazione dei fondi” da un progetto approvato ad un altro proposto successivamente alla partecipazione ed aggiudicazione dell’avviso pubblico agostano, e tuttavia Attiva Misterbianco, nel demandare al giudizio della Corte dei Conti la condotta pur superficiale del funzionario, tiene innanzi tutto a evidenziare l’atteggiamento oggettivamente subornante dell’amministrazione nei confronti dei suoi stessi lavoratori , non si vede quale fosse l’urgenza al 29/12/2015 a stornare i fondi di bilancio già iscritti per 20.000,00 euro nel capitolo 70460 codice 1.11.05.03 ” Spese per l’attività di promozione e valorizzazione dei servizi per l’innovazione e la ricerca nel campo dello sviluppo economico” dal progetto Youth Hub all’Urban Innovation  Laboratory,  e se proprio l’amministrazione teneva a questo ulteriore e successivo progetto ben poteva stipularne, in ogni momento, la convenzione necessaria senza “distrarre” i fondi da quanto già passato al duplice vaglio della giunta e del consiglio comunale considerata la delicatezza dello strumento del Bilancio Partecipativo che appunto non è un semplice adempimento di legge. Perché come scrive l’avvocatoto Papandrea nell’esposto per conto di Attiva Misterbianco : “È un processo decisionale che consiste in un’apertura della macchina statale alla partecipazione diretta ed effettiva della popolazione nell’assunzione di decisioni sugli obiettivi e la distribuzione degli investimenti pubblici. È quindi un processo di co-gestione territoriale che discute dei fini del governo territoriale, prima ancora che dell’ottimizzazione dei suoi mezzi” ( Cit. Giovanni Allegretti ) .

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