di Giuliana Avila Di Stefano

Usura e Illegalità sono due facce della stessa medaglia, che distruggono migliaia di famiglie economicamente e psicologicamente. Su tale argomento l’associazione Codici di Catania ha organizzato un convegno volto a informare e a formare gli intervenuti. Anche la location non è stata scelta casualmente, infatti svolgerlo all’interno dei Benedettini ha significato aprire l’Università al territorio, non solo per far conoscere le sue splendidi sedi, ma perché la formazione vuole aggredire la radice culturale che oggi sta proliferando attraverso comportamenti errati, facendo perdere all’essere umano la voglia di scommettere su se stesso per trovare via d’uscita, anziché trovare guadagno facile attraverso il gioco, che successivamente, nella maggior parte dei casi, porta all’essere vittima dell’usura, reato più usato dalla criminalità organizzata, insieme al proliferare di giochi online non legali, gestiti spesso da stranieri o in stati esteri. usuraIn tal modo, la criminalità riesce a riciclare denaro e a sottrarre l’80% dei proventi allo stato, compiendo una grossa evasione fiscale. Risolvere tale tipo di crimine, non è semplice, infatti occorrono esperti tecnologici, che devono scoprire il flusso di scambio fra le macchinette illegali e le sedi centrali a cui fanno capo. Altro reato spesso compiuto e che i gestori di locali subiscono, è l’imposizione, da parte del malavitoso, della macchinetta di gioco, truccata. Questa è una patologia sociale che chiama tutti in causa, società, scuola, famiglia, perché si sono persi i concetti di etica e sacrificio. Tutto ciò è alimentato dalla crisi economica che il Paese vive, ma se si torna ai veri valori e si cura la patologia del gioco, poiché è spesso una malattia data dalla solitudine, si possono salvare i soggetti colpiti o con tale tendenza. Chi invece è in mano degli usurai, deve trovare il coraggio di denunciare, poiché lo Stato può aiutarli. All’incontro, organizzato dall’avv. Manfredi Zammataro, segretario regionale dell’associazione Codici, sono intervenuti, il Rettore dell’Università di Catania, prof. Pignataro il direttore del dipartimento di Scienze Umanistiche, prof. Magnano, il Prefetto di Catania, dott.ssa Maria Guia Federico, l’on. Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia all’Ars, l’avv. Enrico Trantino, presidente della Camera Penale Serafino Famà di Catania, il Sostituto Procuratore della Dda di Catania Pasquale Pacifico, il comandante dei Carabinieri di Catania, dott. Alessandro Casarsa, e molte altre personalità istituzionali e universitarie.

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