Continua il progetto di Sicilia Journal, “Un siciliano sul fronte della Grande Guerra”, la raccolta di lettere di Francesco Gesualdo, giovane soldato protagonista della Grande Guerra.

 

12 marzo 1916

Mi trovo come chi debba compiere un viaggio verso una meta ignota, e non conosca un momento della partenza. Il mio viaggio è brevissimo: 300 o 400 metri in linea verticale percorribili in pochi secondi e  il veicolo che mi trainerà sotto è nuovo per le nostre parti, vecchio per queste: una valanga. 12“Se riceverai la presente, è il segno che non ho fatto più il viaggio”. Sto come color che sono sospesi, con la differenza che questi aspettavano di ricongiungersi alla “Beata gente”. Io non ho nemmeno la speranza di rivedere le stelle. Mi si fa la pelle d’oca ad ogni minimo rumore, mi si rizzano i capelli al pensare che morte ho davanti: mi vedo e non mi vedo, il mistero di dopo la morte pare che si stia squarciando.
Una valanga è andata giù con un fragore infernale, era lontana un chilometro, mi pareva di averla addosso. Mi si desse almeno la fortuna di morire di fronte agli austriaci.

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