di Graziella Nicolosi

VALVERDE – A cento anni dalla sua nascita e a ventisei dalla morte, Giorgio Almirante è più vivo che mai. Lo testimoniano gli appartenenti a quella destra che, seppur frantumata in partiti e correnti diverse, non ha mai smesso di riconoscersi nel suo storico leader. Anche la Sicilia sta ricordando Almirante con una serie di incontri promossi dal coordinamento regionale del partito “Fratelli d’Italia”, guidato dal colonnello Sandro Pappalardo. Sabato e domenica scorsi il tour ha fatto tappa a Valverde, in provincia di Catania, con una mostra video-fotografica organizzata dalla Fondazione Alleanza nazionale.

2“Almirante era un uomo onesto, semplice e al contempo carismatico e deciso”, ha sottolineato Pappalardo, che ha delineato i valori fondanti del suo pensiero politico: patria, famiglia e unità nazionale. “Valori basilari per la nostra società, ma che oggi tendiamo a dimenticare. Sta a noi ritrovare il suo insegnamento, e farcene carico nei confronti delle nuove generazioni”. È stato proprio un giovane, il giornalista milazzese Santi Cautela, a tracciare un profilo dell’indimenticato leader del Movimento sociale italiano, nato da una famiglia di attori e distintosi inizialmente per la sua attività giornalista nel quotidiano “Tevere”. Poi l’adesione alla Repubblica sociale italiana, il difficile periodo del dopoguerra e la nascita nel 1946 dell’Msi. E ancora, la lunga attività parlamentare e le sue straordinarie doti di oratore (come non ricordare i suoi interventi alla Camera dei deputati, fra cui il famoso “discorso –fiume” durato 9 ore e 15 minuti?), la battaglia in difesa dell’italianità di Trieste, ma anche le tensioni all’interno del partito e il suo desiderio di non farsi contagiare dai sentimenti di rivalsa della base.

1“Una comunità seguita e alimentata anche nei centri più piccoli”, ha sottolineato Roberto Lombardo, primo presidente di Alleanza nazionale a Catania. I comizi di Almirante erano accompagnati ovunque da imponenti “bagni di folla”, in particolare nella città etnea, da lui definita “pupilla dei miei occhi”. “Molti ragazzi, pur non avendolo conosciuto personalmente, venivano folgorati dagli occhi magnetici e dall’eloquio fluente del leader Msi”, ha riconosciuto l’eurodeputato Salvo Pogliese, che iniziò la sua carriera politica a 14 anni tra le fila dello storico Fronte della gioventù.

Ecco spiegato come, in un periodo di disaffezione e disorientamento fra tutti gli schieramenti, e nella destra in particolare, Almirante rappresenti uno dei pochi punti di riferimento a cui aggrapparsi, e la sua capacità aggregativa un modello da seguire. “La destra – ha detto Fabio Fatuzzo – da sempre tende a dividersi per motivi ideologici. Una caratteristica pericolosa: quando si vuole ricostruire, infatti, si ricordano più le cose che ci dividono, che quelle che ci uniscono”.

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