Caso forse unico nella storia politico-culturale delle società moderne, l’attuale presidente del consiglio italiano ha dichiarato che «l’università italiana fa schifo». Affermazione che è naturalmente da sottoscrivere, soprattutto da parte di chi – ex rettori, ex presidi, ex direttori, ex docenti – ha gestito l’Università negli ultimi decenni. E infatti ci sono numerosi soggetti di questo tipo, i quali sostengono con entusiasmo (a voce e per iscritto) la politica scolastica e universitaria dell’attuale governo.

Ho ricevuto un documento che non è ancora stato reso pubblico, nel quale vengono enunciati alcuni dei criteri meritocratici che andranno, con gradualità, a sostituire quelli attuali; criteri in base ai quali saranno assunti i nuovi docenti universitari e quelli già in ruolo avranno aumenti di stipendio e avanzamenti di carriera.

Tali criteri criteri saranno:
– la partecipazione ai programmi televisivi (anche su reti locali), valutata nell’arco temporale degli ultimi cinque anni;
– la quantità di messaggi di sostegno al presidente del consiglio (pro tempore) su twitter e facebook, limitata agli ultimi dodici mesi;
– la qualità stilistica di tali messaggi, fatta di formule frizzanti e veloci (la motivazione, condivisibile, è che la lingua è una struttura viva e va costantemente ringiovanita);
– gli incarichi nei Consigli di Amministrazione di qualsiasi natura (dal condominio alla Banca d’Italia), poiché l’università è non soltanto attività di studio ma anche di gestione burocratico-finanziaria;
– il numero di viaggi negli Stati Uniti d’America, valutato nell’arco temporale degli ultimi quindici anni;
– la presenza ai congressi del proprio Settore Scientifico Disciplinare (ultimi tre anni);
– i voti assegnati agli studenti, nel senso che più alti saranno i voti più carriera farà il docente, con un bonus in più per ogni 30 e lode. Si ritiene che questo criterio renderà molto più veloce il conseguimento della laurea (eliminando i cosiddetti fuori corso) e garantirà una media altissima nel profitto degli studenti italiani, raggiungendo finalmente i primi posti -se non il primo assoluto- nelle apposite graduatorie internazionali;
– la presenza in qualità di direttori, membri del comitato scientifico, autori, revisori nelle riviste di Fascia Plus, una nuova fascia di imminente istituzione che sarà superiore alla fascia A (le riviste scientifiche sono infatti attualmente divise in due fasce: A, B, come i campionati di calcio professionistici);
– la capacità (accertata però da una apposita commissione d’Ateneo, soltanto su richiesta del docente interessato e con il parere finale vincolante degli studenti) di spiegare in sette minuti e senza linguaggio tecnico argomenti chiave del proprio Settore Scientifico Disciplinare, come -ma sono soltanto degli esempi- la teoria dei quanti, i modelli semiologici nella Commedia di Dante, la sintesi passiva di Husserl, il lamarckismo.

Sono informato del fatto che ci saranno anche altri criteri ma sono riuscito a sapere qualcosa soltanto di quelli elencati. So solo che fra questi criteri non ci saranno più i libri e i saggi scientifici pubblicati e le attività di laboratorio documentate. Elementi troppo vecchi, troppo tradizionali, rispetto alla Nuova Università Meritocratica.

A proposito dell'autore

Sono professore associato di Filosofia teoretica nel «Dipartimento di Scienze Umanistiche» dell'Università di Catania. In questo Dipartimento insegno Filosofia della mente e Sociologia della cultura. Sono collaboratore, redattore e membro del Comitato scientifico di numerose riviste. Ho pubblicato i volumi: L'antropologia di Nietzsche (Morano, 1995), Contro il Sessantotto (Guida, 1998; Nuova edizione rivista e accresciuta con il titolo Contro il Sessantotto. Saggio di antropologia, Villaggio Maori Edizioni, 2012), Antropologia e Filosofia (Guida, 2000), Cyborgsofia. Introduzione alla filosofia del computer (Il Pozzo di Giacobbe, 2004), Nomadismo e benedizione. Ciò che bisogna sapere prima di leggere Nietzsche (Di Girolamo Editore, 2006), Dispositivi semantici. Introduzione fenomenologica alla filosofia della mente (Villaggio Maori Edizioni, 2008), La mente temporale. Corpo Mondo Artificio (Carocci, 2009), Temporalità e Differenza (Olschki, 2013). Ho pubblicato due raccolte poetiche: Inni alla luce (Petite Plaisance, 2006), Un barlume di fasto (ScritturImmagine, 2013).

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