CATANIA − Oggi, 23 ottobre, i lavoratori della St Microelectronics di Catania, già da qualche giorno in cassa integrazione, terranno un presidio di protesta di fronte la sede dell’azienda (Zona industriale, Stradale Primosole) dalle 9,30 alle 11. A partire dalle ore 10, inoltre, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di Catania, Giacomo Rota, Rosaria Rotolo, Fortunato Parisi e Carmelo Mazzeo, insieme ai segretari di categoria Fim, Fiom, Uilm e Uglm, Stefano Materia, Pietro Nicastro, Matteo Spampinato e Angelo Mazzeo e alle Rsu, incontreranno i giornalisti per fare il punto sulla vertenza e per divulgare una lettera- appello al governo nazionale. La notizia della cassa integrazione per gli oltre duemila lavoratori della St Microelectronics di Catania, è arrivata nei giorni scorsi dopo un faccia a faccia tra i vertici catanesi del sito produttivo della zona industriale e le rsu del sindacato unitario; la St ha dichiarato un calo produttivo trasversale su svariate tecnologie giustificando così la scelta di ricorrere alla cassa. Il timore dei sindacati è che dietro la decisione si celi un problema industriale molto più grande in grado di far saltare gli investimenti per il Modulo 9.

A seguito della richiesta di audizione della senatrice Catalfo, sono stati ascoltati nei giorni scorsi in Commissione Lavoro al Senato i vertici aziendali e dei sindacati dell’azienda STMicroelectronics.
È inaccettabile che durante l’audizione di una delle nostre eccellenze aziendali che si contraddistinguono nell’innovazione e nella ricerca nel campo della microelettronica, manchino all’appello i commissari della maggioranza (PD e NCD) − afferma la senatrice del M5s Nunzia Catalfo.
Il mercato mondiale della microelettronica e delle cosiddette “tecnologie chiave” è in rapida espansione. La realtà industriale italiana più importante nelle forniture mondiali di semiconduttori è la St Microelectronics, che conta circa 10.000 addetti operanti nelle sedi di Agrate, Castelletto, Catania e Caserta.
Malgrado i vertici dell’azienda abbiamo confermato di non prevedere esuberi, continueremo a monitorare l’evoluzione futura di una delle eccellenze italiane più innovative, al fine di garantire la salvaguardia occupazionale e di vigilare sulla reale volontà di investire in sviluppo e ricerca sul nuovo “modulo9” presente nel sito catanese che consentirebbe il dimensionamento del “Ct6” e il successivo passaggio dei lavoratori ad una nuova e innovativa area produttiva aziendale − conclude la senatrice pentastellata.

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