di Marco Spampinato

CATANIA –  Alla presentazione alla stampa del seminario di formazione politica under 35 “Viaggio Futuro. Le trasformazioni della politica italiana”, organizzato dall’Unione provinciale del PD di Catania e dal Gruppo S&D al Parlamento europeo, tra i rappresentanti degli organi d’informazione, c’eravamo solo noi. Un peccato, e un sintomo di come vanno, coi tempi che corrono, le cose nel settore  della informazione locale. Al contrario, il gruppo di lavoro del Partito Democratico, riempiva, partecipando con attenzione, la sala della sede  dove abbiamo incontrato il segretario provinciale Enzo Napoli e altri esponenti dell’esecutivo. In anticipo sulla tre giorni che, da venerdì 26 a domenica 28 settembre riunirà al Marina Palace Hotel di Aci Castello centinaia di giovani che avranno modo di confrontarsi con i protagonisti, dell’area PD di ambito nazionale ed europea, docenti universitari e con chi lavora nel mondo della politica, abbiamo chiesto proprio al segretario Napoli di offrirci il suo parere sul momento attuale con specifici riferimenti all’operato del presidente Crocetta alla Regione Siciliana, di Enzo Bianco sindaco di Catania e di quanto fin qui fatto dal governo Renzi.

“Ci saranno diversi argomenti sul tavolo dei lavori che vanno ad aprirsi il prossimo fine settimana – spiega Napoli – e che qui discutiamo in premessa. L’Articolo 18, la questione calda dei Comuni e dei referendum che si sarebbero dovuti indire per vederli tra loro consorziati, la polemica tra il partito e il Governo regionale…”.

Dalle iniziative personali, agli atti “imposti”, del governatore Crocetta. Fatti di cronaca che ci introducono anche nella polemica in atto tra questi e i vertici del PD. Qual è la vostra posizione nel merito?

“L’analisi dell’attualità delle vicende della Regione Siciliana parte da un documento sottoscritto quasi all’unanimità, con 101 voti a favore e 3 contrari,  col quale si attribuisce a Fausto Raciti, segretario regionale PD, il confronto diretto col presidente Crocetta per la verifica dell’azione di governo. Noi tutti abbiamo chiaro come – specifica il segretario provinciale –, nel merito di quanto fatto fino ad ora, persistano delle difficoltà. Non sono state registrate azioni sufficienti nel settore del lavoro, dei rifiuti, della formazione. Così sono state individuate quattro, cinque persone su cui il PD si è impegnato a dare sostegno per il rilancio di una politica che parli di fatti. Il lavoro (che non c’è), i fondi europei da investire…ma anche l’avvicendarsi continuo di assessori tutti nominati dal presidente senza consultarsi con alcuno come si trattasse di una giunta personale del presidente, e non certo del partito, ci impongono la necessità di parlare, e agire, per una riqualificazione della giunta di governo. Il fatto stesso che il medesimo Rosario Crocetta si sia detto d’accordo sul ridiscutere idee e piani della sua politica salvo, poi, polemizzare con toni sprezzanti e imporsi una posizione di chiusura la dice lunga sui toni della polemica fin qui sviluppatesi. Dopo questo episodio abbiamo anche registrato la sua entrata “a gamba tesa” nel garantire l’impossibilità delle proprie dimissioni mentre, al contempo, l’assessore al Territorio e Ambiente Mariarita Sgarlata si dimetteva dalla giunta di governo dopo giorni di polemiche riguardanti i fatti legati alla famosa piscina abusiva. E poi l’offrire un incarico di prestigio ad Antonino Fiumefreddo dopo che questi, lo scorso aprile, era già stato costretto alle dimissioni da assessore ai Beni Culturali non va proprio giù a nessuno. Certo si registrano anche i malumori dei cittadini, oltre a quelli degli addetti ai lavori”.

Appoggio a Crocetta si o no?

“Fausto Raciti rappresenta tutto il PD in questo mandato di sondaggio, e la disponibilità a lavorare assieme c’è. Come c’è sempre stata. Ma il presidente Crocetta deve operare un cambiamento radicale della sua politica, delle sue scelte, un cambiamento a 180 gradi”.

Da primo rappresentante della Regione Siciliana il “rivoluzionario” Crocetta, in questi ultimi mesi, non si è neppure fatto mancare polemiche e scontri durissimi: dalla diffamazione a Nello Musumeci, che gli è già costata un rinvio a giudizio proprio ieri, al durissimo scambio polemico con Pippo Digiacomo, presidente della Commissione Sanità all’Assembrlea Regionale Siciliana, e suo compagno di partito, al quale, in merito a questi fatti, va tutta la solidarietà anche da parte di Enzo Napoli.

Valuta positivamente la gestione dell’amministrazione Bianco a Catania?

“Sì, un’esperienza positiva per quanto dimostrato fino ad oggi attraverso la promozione di differenti iniziative. E’ troppo pesante l’eredità di quanto ricevuto, in negativo, dalla precedente esperienza Stancanelli per potere parlare, oggi, di risultati da successo pieno. Il tempo trascorso dall’insediamento di Bianco (giugno 2013 Ndr) è molto relativo per valutare il cambiamento di rotta. L’idea che ci offre Bianco, con la sua amministrazione, è di lavorare per l’interesse della città tentando di favorire una partecipazione quanto più ampia possibile dei cittadini e delle associazioni che li rappresentano. Poi può sempre starci che qualcosa non vada per il verso giusto o che l’opera di qualche collaboratore possa essere rivista. Il PD è un partito e, come tale, ha apparati che puntano moltissimo sui giovani, sulla discussione, sull’interazione con chi amministra anche attraverso la segnalazione di difficoltà da superare o cambiamenti da operare. La discussione è spesso accesa anche in seno allo stesso partito ma volta, sempre, alla ricerca di soluzioni. Questo accade quando un primo cittadino, come nel caso di Bianco, favorisce la naturale interazione con la sua base oltre ad amministrare la città con l’intento di fare l’interesse della collettività. La mia presenza, con il lavoro svolto a Catania e provincia, si sviluppa attraverso discussioni improntate allo sviluppo di vari progetti, coordinamenti e lavori di gruppo. Ci sono segnali per sperare nel cambiamento in questa città”.

Governo Renzi e articolo 18, mancanza di prospettive e crisi sociale…il Paese ha una guida che definirebbe “sicura”?

“La vicenda politica nazionale si sviluppa in un quadro generale differente rispetto agli altri scenari presi in considerazione.  Essa attraversa lo sviluppo del delicato tema della riforma degli strumenti che regolano il mercato del lavoro. La mia opinione? Tutto è migliorabile e discutibile. Sull’articolo 18 ho seguito molti interventi, spesso pertinenti, ma penso si stia rischiando di scivolare in una sorta di guerra ideologica. Il lavoro bisogna crearlo, garantirlo, prima ancora di parlare di tutela dei lavoratori. Specialmente se, discutendo di tutela dei lavoratori, si finisce, inevitabilmente, per trattare le garanzie, dovute, ma di una minoranza. A Roma le consultazioni sono giornaliere. Si percepisce che Renzi, e la squadra di governo, siano al lavoro, quotidianamente, per offrire soluzioni concrete in un periodo storico che ha bisogno di risposte forti. A livello nazionale il 70% del Partito Democratico è dalla parte del capo del governo ed è chiaro che il restante 30% possa muovere pertinenti critiche all’operato di Renzi. Porre le questioni, da parte di una minoranza o dell’opposizione, è legittimo, le soluzioni arriveranno sempre grazie al dibattito”.

 

 

 

Scrivi